La Provincia di Mantova rilancia: tratta con Rfi Verona per crescere ancora

Il traffico merci in entrata e uscita dal porto di Valdaro via ferrovia è raddoppiato con la pandemia

MANTOVA. Il traffico merci in entrata e uscita dal porto di Valdaro via ferrovia è raddoppiato con la pandemia? La Provincia, che è l’Autorità portuale, ha un obiettivo ancora più ambizioso: triplicare la produttività del raccordo ferroviario.

Per centrarlo Palazzo di Bagno ha già impostato la trattativa con Rfi di Verona per superare alcuni problemi gestionali che limitano, attualmente, le performance dell’infrastruttutra.


Spiega il presidente Beniamino Morselli: «Oggi per fare le manovre di ingresso in porto dei treni serve la presenza del dirigente movimento Rfi, cioè la persona abilitata per la stazione di Mantova-Frassine; e serve anche stabilire la fascia oraria in cui è possibile realizzare la trazione dei convogli fermi in stazione verso i singoli raccordi». Ad oggi gli orari sono dalle 9 alle 12.30 e dalle 13.45 alle 17.50. Questo è un forte vincolo per la produttività del raccordo, tant’è che la Provincia ha chiesto ad Rfi Verona di anticipare l’apertura del cancello alle 6 di mattina, per richiuderlo alle 20, e di eliminare la pausa dalle 12.30 alle 13.45. Non solo.

Visto che la stazione di Frassine non è telecomandata, la Provincia punta a meccanizzarla in modo che Rfi faccia partire e arrivare i treni senza la presenza fisica del dirigente di movimento, ma semplicemente agendo sul telecomando dal centro scaligero.

La Provincia si è anche impegnata ad illuminare i 5,4 chilometri di raccordo ferroviario (dal fascio di binari per la presa in consegna dei vagoni dalla stazione del Frassine sino al porto), opera che consentirebbe la lavorazione dei treni in porto 24 ore su 24.

Al netto, osserva la Provincia, della necessità di disporre di binari di sosta su cui fermare i treni in attesa di trazione.

«Con queste condizioni - dice Beniamino Morselli - Mercitalia, il soggetto trazionista-regolatore del traffico, nominato dal Porto di Valdaro come gestore comprensoriale unico del raccordo, potrebbe organizzare due squadre di lavoro per la movimentazione dei convogli, con l’effetto immediato di triplicare la produttività del raccordo ferroviario, soprattutto adesso che i volumi di traffico non mancano».






 

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