La scuola mantovana ai tempi di Covid: i computer portatili dei prof distribuiti agli alunni

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La preside dell’Istituto comprensivo di Gonzaga, Sara Signorelli, ha affrontato e risolto così il problema dei ragazzi sprovvisti di pc

GONZAGA. I portatili dei professori nelle case dei ragazzi che non dispongono di un computer. È una bella soluzione quella adottata dalla dirigente del comprensivo di Gonzaga, Sara Signorelli, per dare una risposta a uno dei tanti problemi nati con l’applicazione nelle scuole della didattica a distanza.

Nell’era dell’informatizzazione invasiva ci si dimentica troppo spesso che non tutti hanno nel proprio appartamento un pc in grado di supportare le varie piattaforme usate dalle scuole per organizzare le classi virtuali, le video lezioni e altre iniziative che sostituiscono le lezioni in aula rese impossibili dall’emergenza coronavirus.


«La settimana prossima – spiega la preside – distribuiremo una cinquantina di dispositivi che avevo fatto sistemare dal tecnico della società che ci fornisce assistenza sui software. Ne arriveranno altri quindici che abbiamo acquistato con i fondi ministeriali. I tempi sono un po’ lunghi ma per fortuna l’amministrazione comunale, con cui dobbiamo rapportarci per la distribuzione, si è mostrata molto sensibile e attenta».

Nominata alla guida del comprensivo di Gonzaga (due materne, elementare e media per un totale di 850 iscritti) lo scorso settembre, Sara Signorelli ha insegnato matematica alle medie Fermi di Reggio Emilia e poi è stata insegnate di sostegno all’Agrario di Reggio. Ma la sua formazione è data anche dall’informatica. Una fortuna per il comprensivo, visto che assieme all’insegnante Sandra Bitasi (animatrice informatica), ha elaborato un percorso per attivare la didattica a distanza alle prime avvisaglie della pandemia che ha portato alla chiusura delle scuole.

Fare didattica su internet, con alunni che vanno dai bimbi di 3-4 anni ai ragazzini di 13, richiede un piano differenziato e una formazione specifica dei docenti. «Non solo gli insegnanti hanno partecipato ai corsi, ma hanno fatto autoformazione con il materiale in rete – dice – tutto questo ci ha permesso di passare dal registro elettronico alla piattaforma di Google in breve tempo. Ora riusciamo a sfruttare le potenzialità della didattica a distanza in tutte le materie. Inoltre siamo una scuola a indirizzo musicale e gli insegnanti hanno saputo come utilizzare le risorse offerte dalla tecnologia ». Basterà a colmare il balzo tra ciò che si riesce a fare in classe e ciò che si può fare davanti a un computer? «Questo no – dice la preside – ma rispetto all’intero percorso scolastico, questi pochi mesi non comportano un ritardo significativo».


 

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