L’abuso di alcolici gli è fatale: trovato senza vita nel garage

La vittima aveva 43 anni. Puliva i cortili dei condomini e i piazzali dei supermercati

CASTEL GOFFREDO. È stato trovato morto nel garage dove viveva da mesi, dopo che il fratello si era trasferito in Francia in cerca di fortuna. Prima delle restrizioni imposte dal contagio aveva lavorato come manovale. Faceva anche le pulizie qua e là, nei cortili e nei piazzali dei supermercati. Poi la serrata generale lo ha costretto a vivere alla giornata, e lui aveva cercato rifugio nell’alcol, quella dipendenza che lo perseguitava da tempo.

Un’escalation che non gli ha lasciato scampo. Ieri pomeriggio, poco dopo le 14, il suo corpo senza vita è stato rinvenuto nell’autorimessa. Abdellah Oumza, 43 anni, di origine marocchina e regolare sul territorio italiano, è stato ucciso da un arresto cardiocircolatorio favorito dall’eccessivo abuso di sostanze alcoliche.



L’allarme è scattato nel primo pomeriggio di ieri quando i volontari che ogni giorno gli portano i pasti si sono accorti che non aveva ritirato quello del giorno precedente.

Di solito, dopo averlo consumato, aveva cura di riportare i piatti a chi glielo aveva consegnato. Il timore che qualcosa di grave fosse accaduto ha indotto i volontari a chiamare il 118, benché la porta del garage fosse soltanto socchiusa. Sul posto sono accorse un’auto medica, un’ambulanza della Croce Azzurra e una pattuglia dei carabinieri.

L’uomo è stato trovato a pancia in giù e la sua morte è stata fatta risalire a ventiquattro ore prima. La salma è stata portata al cimitero di Castel Goffredo e oggi sarà trasferita nel cimitero musulmano di Mantova.

«Abbiamo fatto di tutto per aiutarlo - commenta il sindaco di Castel Goffredo, Achille Prignaca - Lo abbiamo indirizzato al Sert ma poco tempo dopo ha abbandonato. E anche in queste settimane abbiamo cercato il modo di riportarlo nel suo Paese d’origine dove ha ancora dei parenti stretti».

Gli uomini dell’Arma hanno accertato che si tratta di un decesso naturale. Il magistrato di turno, informato dei fatti, ha autorizzato la sepoltura.

Come già accennato il 43enne era morto un giorno prima e indagini dei carabinieri non hanno rivelato nulla di sospetto.

Quel che è certo è che la vittima era benvoluta in paese. Il vizio del bere non gli aveva impedito di rendersi comunque utile alla comunità. —


 

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