Il Comune di Mantova taglia le piante del Bosco Virgiliano. La protesta: «Così distruggete i nidi»

L’ordinanza dopo la bufera di vento impone la messa in sicurezza di 80 alberi. Ma gli ambientalisti accusano il sindaco Palazzi: serviva una sostituzione graduale

MANTOVA. Dopo la bufera di vento che la settimana scorsa ha squassato Bosco Virgiliano e i suoi alberi secolari, adesso è quella delle polemiche a investire il maggiore polmone verde della città. Nel mirino degli ambientalisti ci sono i lavori, iniziati in questi giorni, per la messa in sicurezza dei cinque alberi monumentali del viale d’ingresso e di 80 sparsi per tutto il paco. Sono le piante che più hanno sofferto le raffiche di vento; un albero è caduto e altri minacciano di farlo. Per evitarlo e per garantire la pubblica incolumità, il Comune ha deciso di intervenite tramite Mantova Ambiente.

Gli ambientalisti, però, vedono in quei lavori una minaccia all’intero ecosistema della città. Ad esempio Davide Aldi, lettore della Gazzetta, segnala la situazione all’opinione pubblica e lancia l’allarme: «Stanno distruggendo i nidi dei tanti uccelli del Bosco come cinciallegre, cinciarelle, codibugnoli, merli, fringuelli, verdoni, cardellini, verzellini, capinere, ghiandaie, colombacci, picchi verdi, picchi rossi maggiori e allocco». Nidi distrutti e pulcini uccisi. Mentre i migratori come rigogolo e pigliamosche, appena arrivati, «saranno più fortunati perché devono ancora iniziare i lavori».

Aldi mette sul piatto la direttiva 147 dell’Unione Europea, recepita dal parlamento italiano, che «vieta la distruzione dei nidi, mentre la messa in sicurezza ordinata dal sindaco Palazzi causerà la distruzione di molti nidi». E si chiede: «Come è possibile che un’ordinanza urgente riguardi così tante piante? Certamente la tempesta della settimana scorsa ha rappresentato un evento estremo, ma sono diventate una minaccia tutte all’improvviso?».

Secondo il lettore si poteva programmare prima una sostituzione graduale: «Questo avrebbe evitato un’ecatombe di nidi, e la morte dei pulcini, dato che aprile rappresenta un periodo cruciale per la riproduzione. Le nuove piante che mette il Comune? Gli alberi giovani offrono scarse o nulle possibilità di nidificazione agli uccelli e di rifugio a insetti, pipistrelli e lucertole».

Il sindaco Mattia Palazzi risponde con un post su Facebook, ricordando che «a fronte di 80 alberi che vanno tolti per sicurezza, ne piantiamo a ottobre 100 nuovi, della stessa specie» e cioè pioppi cipressini. Quanto ai nidi, assicura, «nessuno di loro, laddove presente, è stato toccato». 

Il primo cittadino spiega che l’intervento al Bosco Virgiliano, «il cui iter era già stato formalizzato alla Forestale il 10 febbraio», si è reso necessario dopo il vento che la settimana scorsa «ha fatto cadere uno degli 80 alberi a rischio. Per fortuna - sottolinea - con il parco chiuso non è successo nulla. Ma di fronte a tale pericolo io, supportato da pareri tecnici e dai dirigenti, ho assunto un’ordinanza contingibile e urgente per attuare tutte le misure necessarie per garantire sicurezza e incolumità alle persone. Le opzioni sono due: o si abbattono tutti e 80 gli alberi o si capitozzano, abbassandoli tanto, col risultato che dureranno poco. Mi diranno i tecnici quale soluzione adottare».

E ricorda che in 4 anni la sua giunta ha investito oltre 2,2 milioni di euro per nuovi alberi, portando il loro numero in città dai 15mila del 2015 ai 24mila del prossimo autunno, «più un bosco urbano a Formigosa già fatto, e uno a Valletta Valsecchi da fare».

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