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Sequestrò 10 persone in banca: condannato in videoconferenza

Processo a distanza per uno dei cinque rapinatori dell’Ubi Lui a Napoli, il giudice a Mantova. La sentenza: quattro anni  

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. «Fermi, non fate gli eroi, fate quello che vi diciamo e finisce tutto bene...». In quattro – con un quinto complice che aspettava fuori – avevano tenuto sotto sequestro una decina di persone all’Ubi Banca di Castiglione delle Stiviere per oltre mezz’ora, il tempo necessario perché la cassaforte temporizzata si aprisse. Poi, con 70mila euro chiusi in un borsone, erano fuggiti. Forse l’avrebbero scampata tutti se uno di loro non avesse commesso un errore, quello di toccare a mani nude una busta e lasciare così la propria firma, le impronte digitali. Giovanni Catone, 34 anni, napoletano di Secondigliano è stato condannato ieri a quattro anni e quattro mesi di carcere. Il processo, in rito abbreviato, si è svolto con modalità a distanza, in video conferenza, come accade di prassi con l’emergenza Covid-19: l’imputato e il difensore a Napoli, il giudice Matteo Grimaldi a Mantova. Catone – che non ha mai fatto il nome dei quattro complici della rapina – al momento si trova agli arresti domiciliari.

Il colpo risale alla tarda mattinata del 26 aprile 2019. Nella ricostruzione dei carabinieri il primo a entrare in banca, come un qualsiasi cliente, era stato proprio Catone. Come i complici indossava occhiali e cappellino, ma non i guanti. Un errore grossolano per una rapina preparata minuziosamente. Una volta entrati tutti e quattro non avevano esibito armi, forse non le avevano nemmeno. Ma si erano comportati come se fossero sul punto di estrarle. Costretto il direttore dell’agenzia ad attivare il timer di apertura del caveau, avevano rinchiuso clienti e personale in una stanza dopo averli privati di portafogli e telefonini. —

 

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