Contribuiti ai Comuni fusi: dal governo limatura del 10%

Alle cinque realtà del Mantovano andranno quattro milioni e 102mila euro. Oltre un terzo dei fondi a Borgo Virgilio che non avrà nessuna riduzione

MAANTOVA. Il ministero dell’Interno ha emesso le tabelle relative ai contribuiti straordinari ai Comuni nati da fusione. Sgombrato il timore di tagli lineari come era accaduto lo scorso anno. Per l’annualità in corso il totale dei fondi che saranno suddivisi fra le 5 realtà mantovane sarà di quattro milioni e 102mila euro a fronte di un contributo 2019 che era stato di quattro milioni e 512mila euro.

In sostanza si tratta di un ritocco al ribasso del 10% che però non graverà su tutti i Comuni in modo uguale. La norma stabilisce infatti che nella determinazione del trasferimento erariale venga data priorità alle fusioni o incorporazioni nate prima. Questo attraverso un meccanismo che assegna un coefficiente di maggiorazione del 4% per le fusioni con anzianità di contributo di un anno, incrementato del 4% per ogni ulteriore anno di anzianità. Prima è nata la fusione, meno taglio avrà.


Il primo dei Comuni nati dalla volontà di unirsi e confermata dal referendum comunale è stato Borgo Virgilio che nel febbraio del 2014 è ufficialmente sorto dai precedenti Borgoforte e Virgilio. Di fatto non avrà alcun taglio perché a fronte di un contributo 2019 di un milione e 552mila euro, otterrà quest’anno un milione e 541mila, ovvero solo novemila euro di decurtazione.

Per Sermide e Felonica, nato ufficialmente il primo marzo del 2017 e Borgo Mantovano, creato dalla fusione di Revere, Villa Poma e Pieve di Coriano il primo gennaio del 2018 la sforbiciata sarà del 12%. Al primo andranno 596mila euro contro i 674mila dell’anno precedente, Al secondo 671mila a fronte dei 759 del 2019.

I più penalizzati sono i Comuni che hanno visto la luce più recentemente. Borgocarbonara (nato per fusione di Borgofranco sul Po e Carbonara di Po) e San Giorgio Bigarello sono stati entrambe istituiti il primo gennaio del 2019. La decurtazione per loro sarà di circa il 15%. Al primo andranno 328mila euro contro i 387 di un anno fa; al secondo 966mila invece di un milione e 138mila.

Il taglio complessivo di 409mila euro è un ammorbidimento della scure che negli ultimi anni era calata sulle contribuzioni ai Comuni fusi. Un anno fa il governo aveva infatti bloccato la cifra complessiva facendo quindi calare i fondi per effetto della crescita numerica delle fusioni. Ci si doveva dividere la stessa torta fra più invitati. Per il Mantovano si era trattato di una perdita secca del 40% (meno un milione e 800mila euro) con casi di fondi più che dimezzati. La protesta dei Comuni era riuscita ad ottenere un ripristino grazie ad un fondo straordinario di 30 milioni che aveva riportato in parità i conti.

Da quest’anno l’incremento di 30 milioni è stato stabilizzato per compensare l’aumento del numero dei Comuni fusi. L’effetto è quindi un taglio del 10% che potrebbe gravare anche per il prossimo anno.

Se la contribuzione maggiore spetta a Borgo Virgilio, quella per abitante privilegia Borgocarbonara (170 euro pro capite), seguito da Borgo Mantovano (121), Borgo Virgilio (104) quindi Sermide e Felonica(82) e in coda San Giorgio Bigarello (81).


 

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