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Mantova e i piani urbanistici: avanti col Dosso, slittano Valdaro 3 ed ex Comated

La giunta Palazzi riuscirà ad approvare solo il primo. Ma nei suoi cinque anni ne ha già portati a buon fine sette

Sandro Mortari
2 minuti di lettura

MANTOVA. Sono ancora tre i piani urbanistici che il consiglio comunale dovrebbe approvare per chiudere senza lasciare arretrati il mandato amministrativo. Però, è quasi impossibile che centri l’en plein. E questa volta non certo per volontà politica. Il fatto che le elezioni siano slittate da maggio all’autunno lascia un po’ di tempo in più per concludere almeno uno dei tre piani, quello di Dosso del Corso, su cui l’amministrazione Palazzi punta di più visto che si tratta di sbloccare una situazione rimasta ferma dal 2005 e i privati, per farlo ripartire, si sono assunti l’onere di eseguire le opere di urbanizzazioni non realizzate in precedenza.

Non il sovrappasso ferroviario sulla linea Mantova-Modena, che dovrebbe collegare le due ex statali Cremonese e Sabbionetana e di cui finora erano state impostate solo le rampe d’accesso, la cui realizzazione è passata, invece, a Rfi nell’ambito dell’accordo con il Comune sul raddoppio della ferrovia Mantova-Codogno.

Il piano, che prevede villette e strutture commerciali, ha già fatto il suo primo passaggio in aula, ma dovrà ritornarvi per l’approvazione definitiva. C’è tempo fino al 22 giugno (termine prorogato in seguito all’emergenza coronavirus) per presentare le osservazioni, dopodiché si tornerà in aula.

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Restano, invece, al palo, eredità per la nuova amministrazione, i due piani di Valdaro 3 ed ex Comated. Entrambi sono in istruttoria da un paio d’anni in attesa delle modifiche chieste dagli uffici comunali. Il piano ex Comated, presentato nel marzo 2017 dall’Immobiliare Porto Catena srl, nell’area dismessa di fronte al parcheggio dell’Anconetta prevedeva appartamenti, negozi e uffici. Gli stessi proponenti, vista la crisi del settore immobiliare, hanno preferito rallentare.

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Per quanto riguarda il piano Valdaro 3 presentato nel 2013 da Cave Gt, Immobiliare Gt e Vallan infrastrutture, tutto è fermo al 2015. In un’area limitrofa al porto, tra l’Ostigliese e Formigosa, si sarebbero dovuti realizzare dei capannoni al servizio del porto e una zona commerciale, ma difficoltà di vario tipo incontrate dagli stessi attuatori, non ultima la mega multa elevata dal Comune alla Immobiliare Gt per escavazioni abusive a Valdaro (nel terzo lotto del porto), hanno consigliato uno stop.

Dal giugno 2015 l’amministrazione Palazzi ha approvato sette piani attuativi e la modifica alla convenzione di quello di Ghisiolo Est. Il primo piano approvato è stata la variante a Valdaro, a cui è seguito quello dell’Ex ceramica a Fiera Catena. Quindi un’altra variante al piano di Valdaro e il piano di Dosso del Corso (attività produttive in via dei Toscani in variante al Pgt).

È stata poi la volta del piano Mondadori sempre in variante al Pgt (per consentire l’insediamento del supermercato Esselunga), quindi di quello di Olmolungo, che ha rivitalizzato l’area in fregio all’Ostigliese dove ci sono tanti capannoni inutilizzati, attrezzando con l’altro piano di Valdaro una vastissima area per la logistica. Infine, l’ultimo è stato il piano di Te Brunetti (primo stralcio). Il tutto, senza dimenticare la chiusura del Pru di Borgochiesanuova dopo anni di blocco.

In questi anni l’assessore all’urbanistica Andrea Murari si è sentito quasi un sarto, chiamato a rammendare gli strappi creatisi negli ultimi decenni di sviluppo urbanistico della città: «In questi anni - dice - l’urbanistica è stata soprattutto ricucitura. Abbiamo riparato la città avviandone una profonda trasformazione in termini di rigenerazione del costruito, eliminazione del degrado e stop al consumo di suolo. Una trasformazione che tiene insieme decoro, qualità dello spazio pubblico e sostenibilità ambientale».

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