Recupero e lotta al degrado a Mantova: l'assessore all'urbanistica guarda già al futuro

Murari ripercorre quanto fatto finora dall’amministrazione:  «Mobilità sostenibile, foreste urbane ed edilizia a consumo zero le nuove sfide»

MANTOVA. Cinque anni vissuti per riparare gli strappi prodotti nel tessuto urbanistico della città da uno sviluppo forse troppo caotico e spinto negli ultimi decenni. L’assessore all’urbanistica Andrea Murari ha guidato il nuovo corso del centrosinistra basato sulla «rigenerazione» del costruito, sull’eliminazione del degrado frutto di piani mai finiti e sullo stop al consumo di suolo.

Una trasformazione che nelle intenzioni del Comune tiene insieme decoro, qualità dello spazio pubblico e sostenibilità ambientale. «Siamo intervenuti - spiega - sia su aree centrali che periferiche, sia residenziali che produttive». Comparti un tempo riconosciuti come strategici per la città e che, invece, si sono bloccati per varie ragioni, compresa la crisi immobiliare, accumulando nel tempo fallimenti, degrado e abbandono. «Da luoghi strategici si sono trasformati in problemi irrisolti, finché ci abbiamo messo mano con decisione, anche con espropri e demolizioni».

L’esempio è comparto di Valdaro e Olmo Lungo, nato come nuovo polo economico della città e di fatto da anni privo di compravendite di terreni. «Abbiamo realizzato le infrastrutture, risolto contenziosi e ri-pianificato una vastissima area attrezzata per la logistica, unica in Italia per la presenza dell’intermodalità acqua-ferro-gomma. Non è un caso che nel comparto siano ripartite le vendite, con le logistiche di Rossetto e Paganella».

Resta aperto il completamento del terzo lotto del porto, Valdaro 3. «Un’area strategica e oggi ferma - osserva Murari - dove serve un piano meno invasivo rispetto a quello che era stato presentato dagli attuatori privati. Su una proposta che tenga insieme sviluppo del porto e rispetto del quartiere siamo disponibilissimi a ragionare. Con la Provincia stiamo impostando un importante lavoro di ri-pianificazione complessiva delle aree del porto che possa garantirne il miglior funzionamento possibile in armonia con chi risiede in quelle zone e merita rispetto».

In centro sono state chiuse «ferite» importanti del tessuto urbano, come piazzale Mondadori «dove con l’intervento di Esselunga abbiamo ridotto di due terzi le volumetrie pianificate, ottenendo anche un parcheggio in struttura e l’area del vecchio palasport demolito». Analogo ragionamento sulla ex ceramica, rientrata nel maxi piano di Mantova Hub.

«La ceramica ospita già oggi il cantiere della nuova scuola, che sarà pronta nel 2021, e molte demolizioni sono avvenute nelle parti private. Afferente alla rigenerazione urbana di Mantova Hub è anche il piano ex Comated all’Anconetta su cui era avviata una proposta privata ora in fase di studio». La giunta è anche intervenuta a Dosso del Corso per rimodellare il piano e impostare il recupero di un’area degradata.

Per Murari «le sfide dei prossimi anni sono sempre più mobilità sostenibile per migliorare l’aria e la qualità dello spazio pubblico, efficientamento energetico del patrimonio edilizio per diminuire i consumi e rilanciare l’edilizia, forestazione urbana per adattare la città ai cambiamenti climatici e offrire spazi di benessere e salute ai cittadini». Di mezzo ci si è messa, però, l’emergenza Covid: «Questo - dice l’assessore - rende urgente il processo già avviato di rendere ogni quartiere sempre più dotato di spazi e servizi di prossimità».
 

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