Il caso del siero iperimmune portato da Dara in Parlamento

MANTOVA Il parlamentare mantovano Andrea Dara (Lega Salvini premier) ha presentato un'interrogazione al ministro della Salute Roberto Speranza in merito alla sperimentazione che viene svolta all’ospdale di Mantova che utilizza il plasma donato da pazienti guariti dal Covid 19 come cura. Una terapia che sembra dare risultati incoraggianti e che viene applicata con uno studio congiunto anche al Policlinico San Matteo di Pavia. La fase della sperimentazione si è conclusa il 29 aprile scorso. Attualmente è in corso l’analisi de dati raccolti dagli specialisti nell’ambito del progetto e la successiva pubblicazione.

Le speranze riposte nella cura sono alte, in mancanza di un vaccino preventivo per immunizzare la popolazione. Il meccanismo è semplice. Dal sangue dei donatori volontari, una sessantina, si estraggono gli emocomponenti necessari. Le persone che hanno superato la malattia virale posseggono gli anticorpi per debellarla. Da qui l’uso del sangue che essendo immune, può dare la stessa immunità anche alle persone ancora malate, aiutandole nella guarigione.


Una ottantina le persone trattate con successo all’ospedale Carlo Poma di Mantova durante la sperimentazione. Fra queste una giovane incinta, primo caso al mondo curato con un emocomponente. Il trattamento, l’immunoterapia passiva, sembrerebbe funzionare meglio se usata nelle prime fasi di insorgenza della malattia, ma il miglioramento avverrebbe con sorprendente velocità, anche nel giro di poche ore.
«Ho portato il caso in Parlamento sostanzialmente per tre motivi spiega Dara - Il primo perché vedo che se ne parla poco a livello nazionale e solo a livello locale. Eppure questa sperimentazione sembrerebbe dare i riscontri attesi. Se è vero, come si legge da fonti di stampa che sia al San Matteo che al Poma i decessi per Covid si sarebbero azzerati». «Il secondo motivo - prosegue l’onorevole leghista nonché vicesindaco di Castiglione delle Stiviere - , che gli Stati Uniti stanno chiedendo i protocolli. La sperimentazione, se funziona, deve essere condivisa a livello mondiale.

Per questo, ed è il terzo motivo, ovviamente non mancano le critiche all’approccio medico e si sente dire che il plasma ha un limite, e che sarebbe meglio un farmaco sintetizzato. È pur vero che non tutti i laboratori in Italia sono in grado di sviluppare questa tecnica, ma non vorrei che dietro all'assidua sponsorizzazione dell'utilizzo dei farmaci ci fosse il solito interesse delle ditte farmaceutiche».

Su tutto questo Dara ha chiesto chiarimenti al Ministro della Salute Roberto Speranza.

«Ma aggiungo anche un quarto motivo - conclude il parlamentare mantovano - Perché se la cura funziona, potrebbe essere la chiave per far ripartire l'economia realmente».

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