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«Il pensiero di poter essere un “untore” è stato un calvario»

Il seminarista di Borgo Virgilio tra i primi positivi: allora sembrava solo influenza 

BORGOVIRGILIO. Per tutto il periodo in cui è stato malato, a preoccuparlo non erano la febbre, la tosse, il rischio di non portare a casa la pelle, ma gli altri. «Pensavo agli altri seminaristi, alla mia famiglia. Ripercorrevo con la mente tutti i momenti passati insieme, gli abbracci, i baci, perfino le strette di mano. Un film sempre uguale che mi tormentava.

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