Rapinò di notte una donna sola con la figlia a letto: condannato a 4 anni

La sentenza emessa dal giudice Casari nei confronti di un uomo che aveva poi cercato rifugio nell’abitazione della moglie. L'episodio a Volta Mantovana

VOLTA MANTOVANA. Quattro anni e quattro mesi di reclusione: è questa la pena inflitta l'8 maggio dal giudice Gilberto Casari a Youssef Hadir, l’uomo di nazionalità marocchina, residente a Castiglione delle Stiviere, che il 30 novembre scorso ha rapinato una donna sola in casa con la figlia di appena tre anni.

Un incubo tra i più spaventosi. Svegliarsi nel cuore della notte e trovarsi di fronte uno sconosciuto armato di coltello e disposto a tutto. Ma la vittima, una donna di 38 anni, benché violentemente trascinata per tutta la casa, è riuscita a mantenere la calma. Lo doveva fare perché solo così è riuscita a proteggere la sua bimba che ha continuato a dormire e non si è accorta di nulla.


Non appena il bandito ha lasciato la casa, la donna ha chiamato i carabinieri. La tempestività della telefonata ha consentito agli uomini dell’Arma di intercettare il rapinatore che è fuggito tentando di investire un militare. Una fuga durata pochissimo. L’uomo è stato così arrestato in tempo record.

A ricostruire quei venti minuti di terrore era stata stessa vittima: «Erano circa le 2.30. Io e mia figlia stavamo dormendo. La porta della camera da letto era aperta. Non ho sentito alcun rumore, ma ad un tratto ho avvertito la presenza di qualcuno. Ho aperto gli occhi e ho visto uno sconosciuto che mi fissava. S’è accorto che lo stavo guardando ed è sparito».

L’uomo poco prima era entrato nella villa rompendo una finestra del piano terra e poi aveva salito le scale per arrivare nella stanza da letto: «Non ho esitato – ha aggiunto la donna – mi sono alzata e sono andata a vedere dov’era finito. Era nascosto nel bagno. Mi stava aspettando. Aveva una giacca marrone e il volto coperto da una sciarpa chiara. Mi ha afferrato da dietro dicendomi: non voltarti, se non vuoi che ti faccia molto male. Parlava italiano in modo corretto. Mi ha trascinato in tutte le stanze e, arrivati in cucina, ha aperto un cassetto e ha preso un coltello che mi ha puntato alla gola. Gli ho dato quello che possedevo: 190 euro in contanti e alcuni gioielli. Continuava a dirmi di non urlare per non svegliare la bambina. Sono stati venti minuti terribili».

Il rapinatore è fuggito e la donna ha chiamato i carabinieri ai quali ha fornito una dettagliata descrizione dell’uomo che ha permesso di scovarlo. Si era nascosto nella casa della moglie pensando di essere al sicuro, ma è proprio là che è stato catturato e arrestato.

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