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Nuovo progetto Biopig da quattromila maiali: in paese torna l’allerta

Tre anni fa braccio di ferro e referendum sulla maxi-porcilaia. Ora l’azienda torna alla carica. Il comitato studia le carte

Giorgio Pinotti
1 minuto di lettura

SCHIVENOGLIA . La Biopig presenta un progetto per sistemare l’attuale allevamento di Schivenoglia e scatta l’allerta del comitato Gaeta che teme un aumento di tremila suini. La società che fa capo a Luigi Cascone ha presentato un progetto di riqualificazione per la ex latteria di via Malpasso, dove attualmente è insediato un allevamento di circa 900 maiali. Il progetto di Biopig consiste in una completa demolizione della struttura e in una ricostruzione. Al termine dell’operazione l’impianto potrebbe ospitare quasi 4.200 suini, con un incremento di oltre tremila capi nei prossimi anni.

La reazione del comitato Gaeta, nato proprio per scongiurare il precedente progetto di Biopig, da oltre 10mila maiali, non si è fatta attendere: «Siamo al lavoro, stiamo studiando i documenti e i dati ricevuti dalla Provincia su questo nuovo progetto. Una completa ristrutturazione con demolizione e ricostruzione e con notevole ampliamento del numero di suini, con una semplice Scia (Segnalazione di inizio attività) e senza nemmeno dover sottoporre il progetto a Valutazione d’impatto ambientale. Per ora. I dati vanno approfonditi, così come le normative e i principi di tutela applicati. Si tratta sempre di industrie insalubri di prima classe. E 4.158 suini sono candidati ad arrivare a Schivenoglia per i prossimi decenni».

Si riaccendono i riflettori su un braccio di ferro che aveva spaccato il paese esattamente tre anni fa. Nella primavera del 2017 la società di Cascone aveva presentato un progetto per insediare un allevamento da oltre 10mila maiali. Il paese si era diviso e si era formato il comitato Gaeta per contrastare la mega-porcilaia, con l’amministrazione che si era trovata schiacciata fra le due fazioni, con il difficile compito di mediare e gestire la situazione. Il confronto era stato molto acceso e il sindaco Katia Stolfinati, all’epoca al primo mandato, aveva indetto una consultazione popolare. Il “referendum sui maiali” si era tenuto a fine settembre dello stesso anno, con la vittoria del fronte anti-porcilaia. Il 53% degli elettori aveva bocciato la modifica urbanistica che avrebbe aperto le porte alla costruzione del nuovo impianto. Questo perché il piano regolatore impediva l’insediamento di nuovi allevamenti e sarebbe stata necessaria una modifica per avviare il progetto di Cascone. Circa un mese dopo l’amministrazione recepiva l’esito di quel referendum, che per legge è consultivo, e scriveva la parola fine a quella burrascosa vicenda.

Va ricordato che già in quel progetto la Biopig proponeva una bonifica dell’ex latteria, che presentava carenze a livello ambientale. Si tratta della struttura che ora è oggetto della nuova proposta presentata dalla società. –

 

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