Otto ponti messi sotto monitor: scende in campo il Politecnico

Pronto il testo dell’accordo con la Provincia che durerà un anno e mezzo. Obiettivo: controllare le strutture in diverse condizioni di carico e ambientali

MANTOVA. Otto ponti sotto sorveglianza con un monitoraggio continuo e “personalizzato”, per raccogliere dati sulla loro solidità e sullo stato di manutenzione che possano poi servire per gli altri 528 sparsi per il Mantovano e sotto la responsabilità della Provincia. Con un obiettivo primario: la sicurezza di chi li attraversa.

É quanto prevede l’accordo che Palazzo di Bagno sta per chiudere con il Politecnico di Milano e che avrà una durata di 18 mesi. Per un anno e mezzo, dunque, a cominciare da questa estate (burocrazia permettendo) quegli attraversamenti sui fiumi saranno sotto controllo costante, studiati appositamente uno per uno in baso al loro stato di conservazione. Il Politecnico dovrà predisporre il progetto per individuare per ogni tipologia di ponte il sistema di monitoraggio più idoneo. Per ognuno dei manufatti dovrà, in sostanza, proporre il sistema più appropriato di sorveglianza tecnica.

Una volta individuato lo si andrà ad installare per monitorare in continuo il ponte rispetto alle sollecitazioni provocate dai carichi. I manufatti che saranno sottoposti a verifiche sono i seguenti: ponte di Borgoforte sul Po lungo la ex statale della Cisa; ponte di Gazzuolo sull’Oglio lungo la ex statale Sabbionetana; ponte di Sermide sul Po, al confine con la provincia di Rovigo; i ponti sul Canal Bianco e sul Mincio nel Comune di Roncoferraro, lungo la provinciale 33, il primo a Nosedole e il secondo a Governolo; il ponte di Quistello sul fiume Secchia lungo la ex statale Virgiliana; il ponte sull’Oglio a Marcaria e quello sul Chiese tra Asola e Casalromano. Per questa attività di monitoraggio la Provincia ha ricevuto dalla Regione un finanziamento triennale (2019-2021) a fondo perduto di 382.812 euro, di cui 45.937 serviranno per l’accordo con il Politecnico milanese. Lo scopo del progetto è di controllare il comportamento dei manufatti in diverse condizioni di carico e ambientali. Per questo verranno definite le caratteristiche degli impianti di monitoraggio per gli otto ponti, che diventeranno i prototipi di riferimento per il più ampio patrimonio di attraversamenti della Provincia.

Le attività previste sono le seguenti: analisi preliminare delle strutture, definizione del monitoraggio, esecuzione delle indagini diagnostiche e installazione impianti monitoraggio, verifica e validazione dei dati. Ecco, nel dettaglio, i quattro step. Il primo, a cura del Politecnico, prevede l’analisi della documentazione disponibile, l’ispezione visiva dei ponti e una valutazione preliminare delle loro criticità. Questa attività dovrebbe essere completata in due mesi, tra aprile e maggio (visto che l’accordo ancora non è stato sottoscritto, si slitta in avanti). La seconda fase prevede, sempre da parte del Politecnico, la definizione delle indagini conoscitive necessarie, la definizione della tipologia di monitoraggio e la proposta operativa (tempi, tra maggio e giugno). La Provincia entra in campo nella terza fase, da maggio a dicembre, durante la quale effettuerà le indagini diagnostiche, bandirà le gare per individuare le imprese specializzate in monitoraggi; l’affidamento dei lavori è previsto per settembre e l’installazione degli impianti tra ottobre e dicembre.

L’ultima fase della verifica e della validazione dei dati di monitoraggio raccolti avverrà tra gennaio e giugno 2021. —
 

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