Sconfinart salta il 2020: «L’attività con i disabili messa in crisi dal virus»

Gli organizzatori e i volontari: "Purtroppo slitta tutto nel 2021"

SUZZARA-PEGOGNAGA. Quella di quest’anno sarebbe stata la 23esima edizione della rassegna “Sconfinart”, il festival musicale realizzato nell’ambito del progetto di impresa sociale “Chi è dentro è dentro... e chi è fuori? ” per la gestione estiva dei giardini “Gina Bianchi” di Suzzara e del parco Florida di Pegognaga, ad opera di utenti ed operatori della cooperativa Chv e di oltre 60 volontari: giovani, anziani e famigliari. Ma purtroppo la pandemia da Covid-19 l’ha fatta saltare. Tutto è rinviato al 2021.

Tra le realtà maggiormente colpite dall’effetto coronavirus ci sono proprio i centri diurni frequentati da ragazzi disabili; tra questi anche il centro socio-educativo della Chv di Suzzara al quale, dal 1998, era affidata la gestione estiva dei due giardini, del servizio dei bar e l’organizzazione del festival “Sconfinart”.

Dal 10 marzo il Covid-19 ha imposto la sospensione della frequenza del centro: «Per i nostri ragazzi è complicato, se non impossibile, osservare tutti i comportamenti di prevenzione, tenere per lungo tempo mascherina e guanti, per non parlare del mantenimento delle distanze di sicurezza: non è naturale, stravolgerebbe il senso di ogni esperienza educativa e assistenziale, perché tutte le attività si fanno insieme o per piccoli gruppi – spiega Cayo Delegati, coordinatore del Cse Zen-Zero – Nonostante ciò, in questi due mesi abbiamo dato seguito ad una frenetica attività quotidiana a distanza, per mantenere vivo il rapporto con i ragazzi, per sostenere ragazzi e famiglie anche in questa difficile fase».

Per quanto riguarda la riattivazione del progetto di gestione dei due giardini, purtroppo, è una di quelle esperienze collettive di aggregazione sociale aperte al pubblico che più espone alla diffusione del contagio e a maggiori rischi dal punto di vista sanitario: «Più che altro, sia nel caso del lavoro con i ragazzi che in quello della riapertura dei giardini con servizio bar e realizzazione dei concerti – spiega ancora Delegati – l’incognita riguarda proprio quel tipo di attività che presuppongono prossimità, vicinanza, intimità e come nel nostro caso convivenza e aggregazione di numerose persone... È triste non poter tornare a preparare le aree verdi e gli spazi dei giardini. I ragazzi sono consapevoli che non lo si può fare e che, a meno di clamorosi sviluppi, per questa estate non potranno godere di quella intensa esperienza sociale e culturale di cui dal 1998 sono stati protagonisti». 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi