Mantova, sale sul tetto con un coltello per evitare lo sfratto

La polizia lo convince a scendere e a consegnare l'arma: il 28enne pluripregiudicato è stato denunciato per procurato allarme

MANTOVA. Pomeriggio del 15 maggio movimentato in via Learco Guerra a Mantova in seguito al preannuncio dello sfratto di due conviventi. Gli agenti della Volante sono dovuti intervenire avvertiti dal personale del 118. I sanitari, nel prestare le prime cure alla donna colta da malore, notavano che il convivente si era impossessato di un coltello e che era salito su un terrazzino e, quindi, sul tetto dell’edificio. Subito intervenuta, la polizia riusciva, dopo un breve colloquio con l’uomo, a farlo desistere da qualsiasi intento minaccioso.

C.S., mantovano di 28 anni pluripregiudicato per vari reati - tra i quali lesioni personali, minaccia, possesso ingiustificato di arnesi da scasso, furto aggravato, furto con destrezza, ricettazione, rapina, violenza sessuale e atti sessuali con minorenni - dopo essere sceso dal tetto si lasciava convincere a consegnare il coltello. L'uomo aveva avuto assegnato l'appartamento da una cooperativa collegata al Comune di Medolla, nell’ambito di un programma di reinserimento nella società di ex detenuti. Tra i divieti imposti da tale programma era espressamente prescritto che non avrebbe potuto abitare con la sua compagna, anch’essa pluripregiudicata per una moltitudine di reati, tra i quali maltrattamenti in famiglia, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, molestie, disturbo alle persone e guida senza patente. Al contrario di quanto stabilito, la presenza di costei all’interno dell’abitazione era stata più volte accertata e segnalata agli organi competenti. Tale comportamento aveva determinato la Cooperativa a non sostenere più le spese per l’affitto, con il conseguente ordine di allontanamento immediato dei due.

C.S. è stato denunciato per il reato di procurato allarme. Poiché l'uomo non dispone di altra soluzione abitativa, la direzione della cooperativa ha acconsentito a fare rimanere provvisoriamente il solo pregiudicato nell’abitazione mentre la donna è stata temporaneamente affidata al Centro antiviolenza, che ha provveduto a trovare anche per lei una sistemazione provvisoria.

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