Nutrie, a Mantova è record regionale: 168mila esemplari, se ne catturano 41mila

Aumenta il numero dei Comuni coinvolti e dei volontari che possono usare il fucile. Nel 2019 sono stati spesi 340mila euro

MANTOVA. Cresce, anche se di poco, il numero delle catture. E diminuisce quello dei Comuni che non si sono attrezzati con gabbie e operatori. Sono le tendenze che emergono dal rapporto 2019 sul Piano provinciale per il contenimento della nutria, il roditore più odiato dagli agricoltori. Detestato perché le tane che costruisce fanno franare le rive dei fossi e distruggono le capezzagne, rendendo pericolosi gli spostamenti con il trattore. E perché a causa della sua voracità manda in fumo parte del raccolto: in alcuni casi fino al 50% della produzione.

Danni per i quali l’assessore lombardo all’agricoltura Fabio Rolfi, a fine gennaio, aveva invocato l’intervento dei ministeri all’agricoltura e alla sanità e ipotizzato un investimento di almeno due milioni di euro per un’azione di contenimento efficace. Perché la sensazione è che la popolazione continui ad aumentare: sono, del resto, animali resistenti e prolifici e in Pianura Padana non hanno nemici in natura.

Per stimarne la presenza, da marzo a giugno 2019 la Provincia ha fatto una campagna di monitoraggio con la stessa modalità del 2014, per verificare le variazioni nel tempo. Sono stati ispezionati 125 canali, percorsi 86 chilometri e censiti 2.500 scivoli per l’ingresso in acqua costruiti dai roditori, abili ingegneri, e più di 600 tane. I dati sono stati trasmessi alla Regione per elaborare le stime, non ancora pervenute, sulla popolazione totale. Gli ultimi numeri disponibili, citati anche da Rolfi a fine gennaio, parlano di circa 700mila nutrie in Lombardia, con Mantova al primo posto: più di 168mila esemplari. A seguire le vicine Brescia (139mila) e Cremona (120mila).

Il rapporto 2019 su contenimento ed eradicazione segnala una lieve crescita delle catture: sono stati abbattuti oltre 40mila animali (precisamente 41.514), diciassette in più del 2018, mentre nel 2017 il dato si fermava a 26.975. In tutta la provincia sono più di tremila gli operatori volontari formati e abilitati (570 possono utilizzare anche il fucile), 62 in più del 2018. Marcaria, Viadana e Rodigo – Comuni con il maggior numero di catture – si sono aggiudicati più contributi provinciali (50mila euro in totale). Sono ancora diciotto i Comuni che non hanno fatto catture perché non si sono attivati con i corsi per gli operatori: nel 2018 erano 22, mentre l’anno prima 28.

«Voglio sottolineare che sempre un maggior numero di Comuni è coinvolto e attivo nella cattura delle nutrie – sottolinea a questo proposito il presidente della Provincia, Beniamino Morselli – certo, si può fare sempre di più e per questo auspico che anche quelle realtà che ad oggi non sono attive in tal senso lo diventino al più presto». L’operazione è costata, secondo i calcoli della Provincia, almeno 340mila euro, cifra che comprende anche quanto speso dai Comuni (circa 100mila euro il contributo della Regione).

«Le nuove linee guida regionali, prevedendo che i finanziamenti siano distribuiti alle Province in base al numero di capi abbattuti e smaltiti – commenta Morselli – ci hanno in qualche modo premiati: questa modifica ci ha permesso di vedere raddoppiato il finanziamento regionale destinato alla nostra provincia, che da sempre si distingue per questo tipo di attività. Ma ancora, purtroppo, non è sufficiente».

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