Festa alla centenaria dietro la vetrata della casa di riposo

I parenti di Albertina Anselmi di Villastrada organizzano il compleanno a distanza 

DOSOLO. Avevano sognato una festa indimenticabile, degna dei suoi cento anni. I figli, i nipoti, i parenti: tutti intorno a nonna Albertina, fieri di questa donna sempre più piccola ma sempre più grande nei loro cuori

Ha superato guerre, povertà, traslochi, lutti, la perdita del marito, di tanti amici cari,e nessuno poteva immaginare che arrivasse un virus tanto invisibile quanto feroce a toglierle il sogno, la gioia della festa del suo centesimo compleanno. «Sta bene, per ora, ma il 30 maggio non potremo farle la festa che desideravamo tanto - racconta Enrichetta, una delle sue figlie. Ci sarà un vetro a separare la supernonna dal mondo dei suoi affetti. Albertina Anselmi, classe 1920, originaria di Villastrada, da due anni è ospite della casa di riposo di Pomponesco. Visite vietate per l’emergenza sanitaria dettata dal coronavirus. Qui come in tutte le rsa. Nessuna eccezione, che potrebbe essere fatale per la salute degli anziani ospiti. Regola nota, che i parenti approvano totalmente, «ma non starle vicino in un giorno cosi speciale per tutti noi è lo stesso un magone» ammette Enrichetta, la più giovane di quattro fratelli, «Prima di me sono nati Rosanna, Donata e Roberto. Poi ci sono i sei nipoti e i quattro pronipoti. Per ora».


Albertina è nata a Villastrada di Dosolo, dove aveva cominciato giovanissima a fare la sarta, «cucire è sempre stata la sua passione», poi il trasferimento a Monza con il marito Astro Bellini, morto 24 anni fa, la gestione di un ristorante e di un bar, e il ritorno a Villastrada da pensionata.

«La saluteremo tutti dalla vetrata della sala da pranzo della casa di riposo, e le faremo avere un regalo. L’importante è che senta la nostra vicinanza. Fino a quando è stata a casa con noi leggeva ancora tanto, guardava la tv, era sempre informata su tutto, parlava perfino delle gare del Moto Gp e della Formula Uno. Adesso si è un po’ spenta, ma credo sia inevitabile. L’importante è che si senta ancora amata, è questo il senso della festa di compleanno, anche se dal vetro, come fosse al cinema».
 

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