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Bus semivuoti per l'emergenza Covid, allarme della Cgil di Mantova: «Che ne sarà degli autisti?»

Il segretario della Filt: gli ammortizzatori Covid non sono eterni, temiamo tagli. E per il trasporto studenti di settembre: servono risorse adeguate o sarà il caos

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MANTOVA. Cgil in allarme per le perdite Apam causa emergenza Covid-19, che teme possano ripercuotersi sui livelli occupazionali, e per la riorganizzazione del servizio in vista della riapertura delle scuole a settembre. Il segretario provinciale di Filt Cgil, Enzo Garaboldi, sollecita la costituzione di un tavolo con gli enti pubblici interessati e le aziende, Apam in primis, per capire come affrontare l’emergenza evidenziata dal presidente Trevenzoli, che ha parlato di una perdita di 5 milioni di euro, che a settembre rischia di avere conseguenze dal punto di vista logistico e lavorativo. «Oggi i lavoratori di Apam - spiega Garaboldi - possono contare sulle coperture integrative del fondo bilaterale, ma questo non è eterno. Se le indicazioni governative non cambieranno la riduzione dei posti sui mezzi si ripercuoterà sul trasporto dal punto di vista economico e potrebbero rendersi necessari tagli del personale».

Rimane poi il nodo delle scuole e della loro ancora incerta ripartenza di settembre, cui si lega a doppio filo il sistema del trasporto pubblico locale. Come specificato sulla Gazzetta dal presidente, ogni giorno i bus di Apam trasportano 12mila studenti pendolari. «Cosa succederà a settembre - si chiede Garaboldi - se le misure di sicurezza non muteranno e si manterrà la necessità di riduzione drastica della capienza dei mezzi? Quanti ne serviranno per coprire il fabbisogno? Quanti autisti? E come si potrà garantire una copertura economica? Senza dimenticare che a oggi si sta registrando da parte dell'utenza una generale diffidenza a utilizzare bus e treni: la paura del contagio c'è ed è probabile che se a settembre la situazione sanitaria non muterà, molti genitori si riverseranno sulle strade con mezzi propri per portare i figli a scuola con tutte le conseguenze che ciò avrà sul traffico e sull'inquinamento». Problemi che per la Filt vanno esaminati per tempo. «Bisogna ripensare - spiega Garaboldi - il sistema di mobilità urbana ed extraurbana prima che ci si ritrovi in pieno caos».

Il tema di trasporti legato alla ripresa delle scuole a settembre, è stato affrontato anche dai sindacati della scuola nelle assemblee dei giorni scorsi. «Quello dei trasporti - spiega Pasquale Andreozzi, segretario provinciale di Flc Cgil - è un nodo cruciale. Bisognerà cercare di capire, insieme a tutti i soggetti interessati, come portare i ragazzi a scuola, soprattutto se permarranno le attuali regole (distanziamento sui mezzi, guanti, mascherine) che riducono molto le capienze dei bus». La domanda è: serviranno più bus, più autisti oppure si agirà sull'organizzazione scolastica per alleggerire i trasporti con classi dimezzate e ingressi differenziati? Scelte che determineranno «un ingente impegno di risorse economiche, di personale - aggiunge il sindacalista – un grande sforzo organizzativo e che si riflettono anche sulla vita delle famiglie e sulla loro organizzazione». Un esempio per tutti: «Se nelle classi non puoi avere 25 ragazzi, allora si dovrà dimezzarle e ciò richiederà più personale o lo stesso personale ma impegnato per più ore, più spazi. Siamo in grado di affrontare questi impegni in provincia di Mantova?». Anche l'organizzazione dei servizi di trasporto «richiederà flessibilità ed adattamento – conclude Andreozzi – ma non vi è dubbio che o vi saranno risorse adeguate da mettere in campo oppure, potremmo trovarci davanti un notevole effetto depressivo economico e sociale».
 

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