Il birrificio si reinventa come agriturismo

Iniziativa del Luppolajo per rimediare alla perdita di fatturato legata all’emergenza sanitaria

CASTEL GOFFREDO. “Coltiviamo birra” è da sempre il motto del Luppolajo. E non potrebbe esserci slogan più azzeccato: gli ingredienti per i mille ettolitri di birra prodotti ogni anno dall’agribirrificio arrivano direttamente dai campi che lo circondando, nelle campagne di Castel Goffredo. Quest’estate, le spighe dei cereali (l’azienda coltiva tra i sette e gli otto ettari di orzo, frumento e avena, oltre al luppolo) faranno da quinta a degustazioni, cene e aperitivi: da luglio a settembre, il Luppolajo aprirà un agriturismo in cui i clienti potranno bere la birra alla spina prodotta sul posto e mangiare prodotti del territorio, soprattutto salumi, formaggi e selezioni di ortaggi della zona.

L’idea, a Enrico Treccani, 35 anni, titolare del birrificio e referente di zona della Coldiretti, è venuta a causa della pandemia. O, meglio, a causa del calo del fatturato dovuto all’emergenza. «Il 90% delle nostre vendite è destinato al canale horeca (hotel, ristoranti e catering, ndr) - racconta Treccani - quindi la nostra azienda è stata molto colpita dalle chiusure. Nell’ultimo mese abbiamo notato una lieve ripresa, soprattutto grazie alle consegne a domicilio di alcuni locali, ma quest’estate non ci saranno le feste, il nostro canale di sbocco per la birra alla spina».


All’esigenza di recuperare terreno, si aggiunge, però, il desiderio di fare qualcosa di nuovo. «Sono convinto che le persone abbiano voglia di uscire, di socializzare senza pericoli, di andare in campagna. Qui da noi potranno stare all’aperto, con i tavoli ben distanziati, sotto gli alberi davanti al birrificio. Di spazio non ce ne manca, e di sicuro non ci saranno assembramenti».

Inizialmente ci sarà posto per un’ottantina di persone per tre sere a settimana (giovedì, venerdì e sabato), ma se l’esperimento funzionasse il numero delle serate potrebbe aumentare. L’investimento è stato ridotto ai minimi termini: «Non ci sono più certezze, quindi abbiamo limitato le spese. Stiamo allestendo la cucina a freddo e il bancone. Tutto il resto era già pronto». Per la gestione del locale, saranno reindirizzati alcuni dei dipendenti già presenti in azienda, cui saranno affiancate altre figure.

L’agriturismo non è l’unica novità: le cinque birre della linea “Stranger”, pensate soprattutto per i giovani, potranno essere vendute in lattina. Dissacrante? «No, la lattina è il contenitore migliore perché tiene lontana la luce e protegge dall’ossidazione il prodotto». Treccani ha parlato del progetto agriturismo anche su Isoradio. «In un momento in cui le imprese sono chiamate a uno sforzo anche di fantasia e di coraggio per leggere il futuro - ha commentato con orgoglio Coldiretti - questo giovane ha aperto ulteriormente alla multifunzione».

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