Mantova, in 4mila al mercato sul Te: ma i clienti spendono poco

Tornano le bancarelle dopo la sospensione di tre mesi a causa della pandemia. Gli ambulanti: «Non abbiamo fatto grandi affari, ma l’importante è ripartire. La gente ha voglia di normalità». Non sono mancati alcuni episodi di assembramento davanti alle postazioni: commercianti e vigili hanno rimesso in riga gli imprudenti

MANTOVA. Un’affluenza di circa quattromila persone distribuite nell’arco di una mattinata. Come ripartenza non è male. Il mercato del giovedì è tornato a lavorare con tutti i generi merceologici dopo tre mesi di chiusura a causa della pandemia. Non è in centro storico, per ovvi motivi di sicurezza, ma in zona Te. Non ha ancora i numeri del periodo pre-Covid e, come riferiscono i commercianti ambulanti, i clienti sono molto più attenti nella spesa. «Ma intanto siamo ripartiti e questa è la cosa importante», spiega con un sorriso nascosto dalla mascherina, Giovanni Noviello, commerciante di abbigliamento per donna.

La sua bancarella si trova ad altezza dell’Esedra di palazzo Te. Un bella vista, non c’è dubbio. Ma la migliore vista, per lui e per chi come lui è tornato a lavorare in questi giorni (alcuni proprio ieri a Mantova) è quella dei clienti. E ieri c’erano, perché per i mantovani poter tornare tra le bancarelle a guardare e comprare non solo generi alimentari è stato un po’ un ritorno alla normalità. O quasi. Erano tanti? Pochi?


«Naturalmente c’è meno gente di quanta eravamo abituati a vederne in piazza – dicono i coniugi Allegri, quistellesi e commercianti di scarpe – ma non è male. Le persone si fermano,  guardano pochi però comprano». È il primo giorno, in fondo. Le bancarelle lungo il viale alberato del Te sono una scena già vista nel 2012, quando ci fu il terremoto. Non è facile abituarsi alla novità. La clientela ha bisogno di tempo.

Ai due ingressi, una sul lato di Palazzo Te, l’altra vicino allo stadio, la protezione civile fa buona guardia: controlla la temperatura degli avventori. Al momento dell’apertura, si era formata una lunga coda di avventori. Code si sono registrate anche nel corso della mattinata,. I dati dicono che le persone sono entrate grosso modo nella stessa misura dai due punti di accesso. Ma verso le 10.30, è la parte vicino a palazzo Te a mostrarsi un po’ più affollata. In direzione stadio troviamo i commercianti più insoddisfatti. «Sta andando male, la nostra clientela è abituata a trovarci in via Goito, solito posto – dicono le titolari della ditta Virgili di San Giorgio, che vende abbigliamento donna dal ’54 – oggi c’è poca gente, forse pochi sapevano che il mercato si svolge qui. Tra l’altro con l’estate sarà più difficile, qui è assolato e non ci sono portici o bar come in centro».

«Considerando che sono passati tre mesi di stop, va bene così – dicono Alessandro e Vania, commercianti guastallesi di occhiali – le persone comprano solo lo stretto necessario e dobbiamo adattarci a questa situazione». Le persone ci sono. Ma non tutte con le mascherine posizionate correttamente. Sono una minoranza, certo, ma passeggiando lungo il viale incrociamo con una certa frequenza persone con il naso che spunta dalla benda o con la mascherina completamente abbassata. I commercianti sono talvolta costretti a richiamare all’ordine qualche cliente. In particolare quando gruppi di persone si assembrano davanti a qualche banco. In almeno un’occasione sono intervenuti gli agenti della polizia locale.


 

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