Frenati da vento e pioggia, ma c’è voglia di vita normale

ASOLA . Vento e pioggia hanno condizionato il primo sabato sera di aperture. Bar e ristoranti, oltre ad attenersi a decreti e direttive regionali, hanno dovuto fare i conti col maltempo inatteso, visto il bel sole della giornata. «Non ci sono persone in piedi, anche venerdì sera le persone erano sedute ai tavoli, distanziate, ordinavano il drink e lo attendevano senza venire al bancone - ha raccontato Giovanni Nardinelli, bartender del Bitter - sabato sera, con brutto tempo, abbiamo avuto poche persone, ma va bene così, viste le distanze che si devono tenere».

Positiva anche Veronica Fusco, del Caffè della Piazza. «Non mi aspettavo questa risposta dalla gente. Quando abbiamo riaperto, le compagnie che venivano prima si sono ripresentate, anche durante la settimana, per un pranzo o un caffè. Tutti rispettano le regole, clienti, lavoratori e datori di lavoro. Abbiamo mascherine, guanti, plexiglass tra il bancone e le persone, tra i tavoli, alcune postazioni all’esterno, il tutto distanziato. Quando si parlava di riapertura ero d’accordo, ma volevo fosse in completa sicurezza. Avevamo iniziato anche con l’asporto, ma ora vengono direttamente qui».

C’è voglia di vita “normale”: lo si vede anche in piazza XX Settembre, al Gran Caffè Liberty. «Vedo la voglia di riprendersi in mano la vita, persone disposte a seguire le regole per tornare più forti di prima. In questo weekend, purtroppo, ho dovuto mandare via molte persone, altrimenti non avremmo rispettato le regole di distanza - racconta Luigi Di Girolamo - Siamo contenti di riprendere il lavoro, abbiamo subito un danno inenarrabile. Tre mesi di chiusura per questo settore sono tanti. C’eravamo attivati anche col delivery e penso terremo questa opzione anche quando si ripartirà. In molti ci chiedono di proseguire. Al momento teniamo aperto solo a cena, vedremo tra 2 settimane se attivare altri servizi». —


 

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