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A Mantova la piscina Dugoni è in bilico: «Arretrati da pagare»

Il gestore Sport Management pretende un aiuto dal Comune per riaprire con le misure anti-contagio. Il sindaco Palazzi: «Parliamone, ma non possiamo cancellare il debito da 160mila euro»

MANTOVA. La minaccia è reale, ci ha barricato in casa e ha rovesciato il mondo al quale siamo tornati timidamente ad affacciarci, “mascherati” e con l’ansia delle distanze da rispettare. Ma la distanza che divide il Comune di Mantova dal gestore della piscina Dugoni, Sport Management, risale a prima del virus: misurata in soldoni, fanno 160mila euro di arretrati che la società deve a via Roma. Più gli interventi che si era impegnata a realizzare di tasca propria, in cambio della proroga decennale del contratto di gestione concesso dalla precedente giunta (fino al 2030). Interventi ancora al palo.

Vero, il Covid ha gettato sabbia nel serbatoio dell’economia, prima con le chiusure e adesso con i protocolli da osservare, però il messaggio del sindaco a Sport Management, che per riaprire pretende un supporto economico, è chiaro: l’emergenza non può giustificare l’azzeramento del debito. L’assessore allo Sport, Paola Nobis, lo ripeterà al responsabile della società veronese, col quale ha un appuntamento il 27 maggio. Mentre in città monta il timore di un’estate mutilata, senza lo specchio d’acqua della piscina in cui annegare la voglia di mare e, nello scenario peggiore, pure chiusi dentro la Lombardia.


Timore alimentato dal messaggio che campeggia sul sito di Sport Management – «impianti chiusi fino a data da destinarsi» – e dalla nota che lo accompagna: ribadisce la società che «la riapertura dei suoi impianti in tutta Italia (una quarantina, ndr) resta strettamente correlata alle disponibilità delle amministrazioni comunali a supportare l’azienda in questa delicata fase 2». I costi di sanificazione degli impianti più la diminuzione degli incassi, causa contingentamento degli ingressi, infatti, «non consentirebbero un piano economico sostenibile». Morale, «Sport Management sta lavorando per concordare, nei Comuni dove opera, un nuovo piano economico relativo alla gestione degli impianti».

A preoccupare è, soprattutto, la coda del messaggio: «L’obiettivo del gruppo resta comunque quello di poter riaprire la parte estiva di alcune strutture a partire dalla metà di giugno, sempre che le amministrazioni comunali si rendano disponibili alla collaborazione e al supporto nei confronti dell’azienda, in questa situazione così delicata».

«È evidente che l’apertura della piscina è importante per tutti i mantovani – premette il sindaco Palazzi – e, come per le altre attività, abbiamo già previsto di scontare a Sport Management la quota di concessione per i mesi Covid. Ma, con altrettanta evidenza, ci risultano 160mila euro di arretrati, che riguardano tutto il 2019 e l’ultima tranche del 2018, anni nei quali non c’erano né il Covid né altre emergenze. Il Comune non può in alcun modo cancellare questo debito, d’altronde ai bar e ai ristoranti a cui abbiamo concesso il plateatico gratis per il 2020 abbiamo posto una clausola ben precisa, chi ha dei debiti con noi deve fare un piano di rientro per saldarli».

A causa del coronavirus, stima il Comune 8 milioni di entrate in meno per il 2020: «Oltre che insostenibile per le nostre casse, sarebbe ingiusto nei confronti di qualsiasi altra attività regalare a Sport Management gli arretrati dovuti». Riassumendo: «Sono certo che si troverà un accordo con la società per la riapertura della piscina – concede Palazzi – ma non scaricando su di noi debiti e rischio d’impresa». 

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