Cartiera di Mantova, per la procura inchiesta chiusa. Leoni e Galeazzi: nessun abuso d’ufficio

Filone rifiuti: Pro Gest dovrà rispettare le prescrizioni dell’Arpa e pagare la multa. A settembre l’udienza per l’inquinamento

MANTOVA. La procura di Mantova ha chiuso l’indagine sulla complessa e annosa vicenda della cartiera Pro Gest, sviscerando tutte le problematiche di natura penale e ambientale emerse nel corso dell’inchiesta. Un lavoro corposo, seguito personalmente dal procuratore capo Manuela Fasolato. Con lei abbiamo ripercorso tutte le tappe del procedimento iniziato nel 2016 con l’ipotesi di abuso d’ufficio per l’ex dirigente della Provincia Giancarlo Leoni e per Giampaolo Galeazzi, anche lui del settore ambiente della Provincia. Nell’inchiesta anche i vertici aziendali.

Da quell’anno sono stati fatti verifiche, acquisizioni documentali e interrogatori. All’esito di tutti gli accertamenti, avvenuti anche con il controllo dei server da parte della Digos, non è emersa alcuna responsabilità, in poche parole nessuna collusione tra i funzionari pubblici e l’azienda. Da qui la richiesta di archiviazione chiesta dalla procura nel gennaio di quest’anno e accolta dal giudice per le indagini preliminari nel mese di aprile.
 
L’altro pezzo d’indagine, il più consistente, riguarda la cartiera, in particolare le balle di carta ancora sotto sequestro e le irregolarità edilizie. La procura aveva considerato rifiuti quei cumuli di carta, ipotesi respinta dal gip di Mantova, ma accolta in pieno dal tribunale del riesame: erano rifiuti spacciati per carta da macero. Da qui il no al dissequestro. Ci sono stati numerosi incontri tra la procura e i vertici aziendali della cartiera, dove gli industriali hanno cercato di giocare la carta dei posti di lavoro a rischio. Ma il procuratore non ha mollato. Nei confronti dell’azienda ci sono una serie di contravvenzioni che la legge consente di liquidare se vengono rispettate le prescrizioni. Ebbene l’Arpa ha posto una serie di impegni che devono essere ottemperati in sei mesi (ora slittano per la sospensione da Covid) e per i quali deve comunque essere pagata una somma che è al massimo il quarto del massimo dell’ammenda.
 
Se le prescrizioni saranno rispettate e i vertici dell’azienda pagheranno si potrà arrivare all’estinzione del reato. In caso contrario il processo, al momento sospeso, riprenderà.
 
Ma ci sono reati che non prevedono pene alternative. L’azienda infatti è indagata per inquinamento da percolato (ricordiamo il colore rossastro delle acque del canale che corre a fianco dell’azienda).
Anche in questo caso però i vertici della cartiera si sono decisi a chiudere il contenzioso giudiziario chiedendo il patteggiamento, da quale non possono più retrocedere.
 
L’udienza è fissata davanti al giudice per le indagini preliminari l’11 settembre. A quel punto e se le prescrizione dell’Arpa saranno rispettate la vicenda Cartiera potrà concludersi in via definitiva.
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