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Mantova, il gestore della piscina Dugoni assicura: «Pagheremo i debiti»

Confronto Comune-Sport Management sulla riapertura: «A breve un piano di rientro per i 160mila euro di arretrati»

MANTOVA. «Prima di prendere in considerazione qualsiasi tipo di proposta, Sport Management deve dirci come intende pagare il suo debito». L’assessore allo sport, Paola Nobis, non arretra dalla linea della fermezza, che traccia anche un confine di giustizia rispetto a tutte le altre attività in affanno spinto per l’emergenza Covid. In caso di arretrati con l’amministrazione, l’aiuto del Comune è vincolato all’impegno a saldarli. Nel caso specifico, c’è in ballo la riapertura della piscina Dugoni, attorno a cui ruota l’estate di tanti mantovani.

Luogo più che mai necessario nella geografia cittadina, in quest’orizzonte dalla mobilità ancora incerta. «Abbiamo avanzato un proposta per la riapertura del Centro Dugoni e, a breve, presenteremo un piano di rientro per i debiti pregressi» rassicura Mattia Torquati di Sport Management, che il 27 maggio ha avuto un confronto in videoconferenza con Nobis.



L’arretrato in questione ammonta a 160mila euro, un anno e tre mesi di quote di concessione non versate al Comune. Debito accumulato quando non c’era alcuna emergenza sanitaria a guastare gli affari. «Rientreremo» ripete Torquati. E non potrebbe essere altrimenti, visto che Via Roma prenderà in considerazione la proposta del gestore della Dugoni solo dopo aver ricevuto il piano per il pregresso.

«Il problema attuale è che il protocollo igienico-sanitario per la riapertura dei centri sportivi costringe noi gestori a un aumento dei costi e a una diminuzione dei ricavi – riassume Torquati – Al di là della sanificazione e di tutte le altre spese a nostro carico, è previsto che ogni utente abbia a disposizione sette metri quadrati sia in vasca sia fuori. Obblighi che, secondo le nostre stime, si tradurranno in un calo del 30% dei ricavi, squilibrando così il piano economico-finanziario alla base della convenzione stipulato con il Comune». Situazione da moltiplicare per i quaranta impianti che la società veronese gestisce in tutta Italia.

Tanto che il comunicato pubblicato sul sito di Sport Management avverte: «la riapertura resta strettamente correlata alle disponibilità delle amministrazioni comunali a supportare l’azienda in questa delicata fase 2».

Ma delicata, la fase 2, lo è per tutti, compreso il Comune di Mantova, che per il 2020 stima 8 milioni di entrate in meno: «Oltre che insostenibile per le nostre casse, sarebbe ingiusto nei confronti di qualsiasi altra attività regalare a Sport Management gli arretrati dovuti» dichiarava l’altro ieri alla Gazzetta il sindaco Mattia Palazzi. 

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