Prezzi in salita, ma solo al consumo

I soldi spesi in più dalle famiglie non finiscono nelle tasche degli agricoltori: non esclusi fenomeni di speculazione

MANTOVA. Quotazioni in picchiata e prezzi al consumo crescenti. L’emergenza da Covid-19 sembra aver allargato la forbice tra ciò che arriva nelle tasche degli agricoltori e quanto devono pagare le famiglie per comprarsi il cibo.

Le segnalazioni arrivano dalle associazioni di consumatori e da quelle agricole: i due anelli più deboli della catena. In mezzo le catene distributive, che in alcuni casi (al di là dei rincari dettati dai maggiori costi) hanno ritoccato verso l’alto i loro margini di guadagno. Sul tema, a fronte di una denuncia del Codacons, è intervenuto l’Antitrust, che ha avviato un’indagine su oltre 3.800 punti vendita in tutta Italia. E l’Autorità non ha escluso fenomeni di speculazione. Secondo i dati Istat, il prezzo medio dei prodotti alimentari è cresciuto dello 0,3% a febbraio (rispetto allo stesso mese dell’anno scorso), dell’1,1% a marzo e del 2,9% ad aprile. Per la frutta e la verdura fresca è andata persino peggio: i vegetali freschi sono cresciuti, in un solo mese, del 7,1%, la farina dell’1,3%. Si tratta di dati medi: in molte zone i prezzi sono rimasti fermi, in altre si sono alzati ancora di più.


A Mantova com’è andata? «A Mantova siamo in linea con la media nazionale» spiega Luigi Pace, presidente di Federconsumatori, che il 15 maggio, però, aveva segnalato proprio alla Gazzetta incrementi di prezzo della frutta e della verdura nell’ordine del 20%. Soffrono i consumatori e non va meglio alle aziende agricole, che lamentano, al contrario, un calo più o meno generalizzato delle quotazioni. Se per i prezzi alla produzione della frutta, Ismea segnala un aumento rispetto ad aprile dello scorso anno, per gli ortaggi c’è stato, invece, un calo del 2,6%. Considerando la tendenza dal 20 febbraio al 14 maggio, si è assistito, inoltre, per alcuni prodotti, a un autentico crollo: è accaduto per i suini (-24%, analisi Confagricoltura), per il Grana Padano 10 mesi (-8,5%), per i vitelloni (-6%). C’è qualcosa che non va per Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura: «Nella prima parte del lockdown - commenta - come settore agricolo non abbiamo risentito in maniera importante della crisi, ma poi la recessione mondiale ha fatto sì che i prodotti agricoli subissero un drastico calo, ancora in atto. Sorprende, però, che al consumo i prezzi non siano affatto diminuiti. E, anzi, in molti casi siano aumentati. Non bisogna generalizzare. Mai. Ma in alcuni casi la parte commerciale si è tenuta un margine più alto rispetto a prima della pandemia».—

 

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