Sabbioncello, timori dopo il nuovo crollo. Presto lavori all’argine

La circolazione dei treni bloccata fino alle 9 di stamattina, 28 maggio. Lo smottamento sistemato grazie ai tecnici delle bonifiche

QUISTELLO. Mercoledì sera l'argine del canale Sabbioncello ha ceduto nuovamente, questa volta in corrispondenza di un ponte ferroviario a Quistello, per cui il transito dei treni è stato bloccato per tutta la notte e parte della mattinata. L'acqua tracimata è defluita nei canali d'irrigazione, ma lo smottamento vicino alla banchina del treno ha fatto temere per la sicurezza dei binari. La situazione si è risolta con l'intervento di due Consorzi di bonifica e dei tecnici delle ferrovie. Va ricordato che nell'argine del Sabbioncello si era aperta una falla in un punto più a nord, vicino alla frazione di Santa Lucia, sette giorni fa, il 21 di maggio. In quel caso l'acqua aveva lambito le case e c'era stata molta paura.
 
Mercoledì sera erano passate le otto, quando c'è stato un nuovo cedimento. Questa volta a 500 metri dalla stazione di Quistello, in direzione Schivenoglia. L'argine è franato proprio in corrispondenza della banchina ferroviaria e lo smottamento ha destato timori per i binari. In realtà i tecnici di Fer hanno spiegato che la banchina poggia su una struttura in cemento armato e non sul terrapieno, quindi la sicurezza della ferrovia non è stata compromessa. Ma in i treni sono comunque stati bloccati dalle 20 di mercoledì sera alla nove di stamattina, 28 maggio.
 
Subito è intervenuto il consorzio di bonifica di Burana per sistemare l'argine, mentre il Terre di Gonzaga gestiva il maggior afflusso d'acqua, dovuto alla tracimazione, nei suoi canali. Una volta messo in sicurezza il terrapieno sono intervenuti i tecnici della ferrovia per ripristinare la linea. La causa è stata imputata, come già per la falla della la scorsa settimana, alla siccità. Nel terreno dell'argine, con la siccità, si formano delle crepe, in cui si insinua l'acqua che quando ha saturato la terra ne provoca il cedimento. Una conferma di questa ipotesi arriva dal fatto che in entrambe le falle sono avvenute vicino a dei manufatti di cemento armato, la terra infiltrata dall'acqua si muove e, trovando l'ostacolo del cemento armato, cede.

Sono già previsti dei lavori lungo gli argini del Sabbioncello per rinforzarli con delle palanche, a difesi dei centri abitati come Quistello e la frazione di Santa Lucia.

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