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Il centro piscine di Goito apre ma poi fa dietrofront: bacchettata all’Airone

Il gestore: «Abbiamo agito seguendo le norme regionali». L’Ats: «Non sono mai state consentite le attività in acqua»

Barbara Rodella
1 minuto di lettura

GOITO. Il centro piscine Airone di Goito ha riaperto per qualche giorno la struttura per poi chiudere nuovamente. Il tutto è avvenuto a metà mese. Un cambio di rotta che non è passato inosservato.

Se con la fase 2 tante attività, come bar, ristoranti, negozi, sono tornate ad alzare le saracinesche, altrettante devono aspettare il via libera del governo. Tra queste ci sono le piscine e le palestre. Gli amanti dell’acqua e delle vasche devono quindi attendere per poter tornare ad allenarsi, così come i gestori delle attività che dopo mesi di stop sono pronti a tornare alla normalità.

Tra chi ha fretta di scaldare i motori, c’è il gestore del centro Airone. Forse aveva interpretato male i regolamenti, fatto sta che per qualche giorno il centro era tornato in funzione.

«Avevamo aperto - spiega il gestore dell’impianto Carlo Sordelli - in completa sintonia con le istituzioni (Ats, carabinieri e prefettura) e in piena regola. Un decreto della Regione ce lo permetteva. Quel decreto, dalla durata di 10 giorni, consentiva le attività in acqua. Quello successivo, uscito il 17 maggio, invece, cambiava le cose. Diceva che non potevamo continuare. E così abbiamo chiuso. Una decisione che abbiamo preso noi. Nessun ente ci ha chiuso. Speriamo di poter ripartire lunedì». Sordelli spiega anche la situazione dei lavoratori: «Come gruppo abbiamo 70 dipendenti - dice - Ora sono tutti in cassa integrazione, ma ci sono cinque tipi di cassa. Noi abbiamo cercato di dare un piccolo anticipo per quanto riuscivamo, ma è insufficiente per coprire le necessità di tutti. Qualcuno sta quindi ricevendo qualcosa, mentre altri devono aspettare i tempi dell’Inps. Ora dunque non ricevono nulla».

Ma arrivano le precisazioni di Ats Val Padana, che fa sapere che «non si è mai espressa in termini di assenso all’apertura e ha richiamato il gestore dell’impianto natatorio a osservare la Dgr (delibera della giunta regionale; ndr) 547 del 17 maggio, evidenziando che non sono consentite le attività, neanche all’aperto, di piscine e palestre».

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