La piscina rischia di non aprire. Per i mantovani scatta l’allarme

Da lunedì 1° giugno si potrebbe iniziare la stagione estiva ma si guarda alla  metà del mese.  Il Comune aspetta la decisione del gestore e le misure anti-assembramento

MANTOVA. Il rischio è concreto. Questa estate Mantova potrebbe non avere a disposizione la piscina Dugoni. Le difficoltà economiche in cui è precipitata la società che la gestisce, Sport Management di Verona, anche prima della pandemia e la successiva chiusura per tre mesi del centro natatorio per l’emergenza sanitaria, hanno fatto sorgere un grosso punto interrogativo sulla riapertura del parco estivo con relative vasche.

Il blocco degli impianti natatori imposto dalla Regione Lombardia per rallentare il contagio scadrà domenica 31 maggio, ma sul sito della società è già scritto da tempo che la riapertura non potrà avvenire se non a metà a giugno e a patto che il Comune le dia un aiuto in questo momento di grande difficoltà (una condizione che Sport management ha dettato a tutti gli enti locali dove si trovano i 45 impianti gestiti in giro per l’Italia). E tra i mantovani è già scattato l’allarme.


Un incontro tra i vertici societari e l’amministrazione comunale c’è già stato e in quell’occasione Via Roma ha puntualizzato che il debito di 160mila euro (canoni di concessione non versati), maturato con il Comune tra il 2018 e il 2019, quindi fuori dall’epoca Covid-19, va onorato. «Stiamo parlando con il Comune, non c’è nulla di nuovo rispetto a due giorni fa» ha dettoil direttore dell’impianto natatorio Mattia Torquati, interrompendo bruscamente la telefonata. Peccato.

Avremmo voluto chiedergli come Sport Management si stia preparando alla riapertura, se abbia pensato a come garantire ad ogni bagnante 7 metri quadrati di vasca, come faccia a mantenere le distanze nel parco all’aperto tra chi si crogiola al sole o sceglie di stare a bordo vasca e di quanto debba ridurre gli ingressi visto che le nuove normative igienico-sanitarie prevedono il contingentamento di chi frequenta l’impianto natatorio. Soprattutto avremmo voluto domandargli se siano stati fatti tutti gli interventi di manutenzione durante l’inverno. Servirebbe invece qualche altro sforzo per riaprire a metà giugno? Domande che erano la logica conseguenza di quanto aveva dichiarato poco prima il sindaco Mattia Palazzi: «Se la piscina riapre o meno dipende dal gestore; a seconda della decisione che prenderà seguiranno le nostre valutazioni. Certo, se riapre è perché è tutto in regola. Ad oggi, però - ha puntualizzato - non ci sono novità».

Insomma, a poco più di due settimane dalla fatidica data fissata dalla stessa società, la riapertura è ancora in forse. Tenere chiusa la Dugoni d’estate per i mantovani, bambini e ragazzi in testa, sarebbe un colpo durissimo. Soprattutto in un momento in cui non c’è ancora la certezza per i lombardi di poter raggiungere il mare o la sponda veronese del lago di Garda, e con la crisi economica che minaccia le vacanze di molti. Privare i mantovani del loro “litorale” vorrebbe dire costringerli ad un’estate torrida senza il refrigerio di un tuffo e a rivolgersi altrove. Una pugnalata.

Per il Comune sarebbe un brutto colpo all’immagine, mentre per Sport Management un danno economico enorme. Per questo tutti stanno lavorando alacremente affinché questa ipotesi sia scongiurata. «Che la Dugoni riapra è anche il nostro auspicio», ripete il primo cittadino virgiliano. Che, però, insiste anche su un punto: «Non si possono scaricare i costi della piscina sulla collettività». 
 

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