De Donno replica a Zangrillo: «Di virus si muore ancora»

Il primario di Pneumologia del Poma: ''Ma adesso abbiamo il gialloplasma. Ritorniamo a vivere ma con attenzione''

MANTOVA. Il classico post del buon giorno il primo giugno il primario della Pneumologia del Carlo Poma, Giuseppe de Donno, lo ha dedicato in parte ad Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva del San Raffaele di Milano che poche ore prima aveva detto che «il Covid dal punto di vista clinico è inesistente, scomparso». Precisando poi il giorno dopo che parlava di «scomparsa clinica».

E De Donno ha replicato: «Stanno morendo a frotte in Brasile, in India si muore anche sui treni, in Israele c'è preoccupazione per la risalita dei contagi dopo le aperture, in Iraq mai così tanti nuovi casi. In Cile e Perù malattia fuori controllo. Inoltre, secondo un team di esperti, i nuovi focolai cinesi di Coronavirus preoccupano perché presentano un ceppo diverso del virus (dottor Qiu Haibo, esperto di terapia intensiva presso la National Health Commition) che sembrerebbe provenire dalla Russia. Invece, in Italia: al San Raffaele il professor Zangrillo è sicuro che questo dannato virus ormai non esista più. Il Professor Galli, d’altro canto, si attende una seconda ondata e dice sarà peggio della prima. A voi non sembra un déjà vu? A me sì. L’unica differenza è che noi ora abbiamo il #gialloplasma. Ritorniamo a vivere. Con attenzione, sì. Ma facciamolo pedalare questo paese. Con un minimo di precauzioni ce la faremo. Ripartiremo. Ripartirà questa meravigliosa Italia. E non dimenticatevi di continuare a donare. Il dono è vita. Che per tutti voi sia una bellissima giornata. Sempre vostro Giuseppe».


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