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Dimesso l’ultimo paziente grave: la Rianimazione di Mantova diventa Covid free

La soddisfazione degli operatori sanitari del Carlo Poma. L’ultimo a lasciare il reparto è stato un uomo di 69 anni

MANTOVA. Tanta soddisfazione e un respiro di sollievo, con un pensiero rivolto a tutti coloro che non ce l’hanno fatta. Sabato sera, 30 maggio, l’ultimo paziente Covid ancora ricoverato nella Rianimazione del Carlo Poma, un uomo di 69 anni, è stato trasferito nell’Unità di terapia intensiva respiratoria.

Con la sua dimissione il reparto di terapia intensiva del primario Gian Paolo Castelli è arrivato così ad avere zero pazienti, lontano da quel tragico periodo di metà marzo quando le rianimazioni Covid al Poma erano diventate tre con una trentina di pazienti gravi da assistere contemporaneamente.


REPARTI RIATTIVATI

Dal 30 maggio è stato attivato il reparto di Pneumologia per pazienti no Covid. Il 4 e il 5 giugno sarà riallestito il reparto di Chirurgia e Urologia posto al 3° piano del blocco A e dall’8 giugno nella stessa sede saranno trasferiti i reparti polichirurgici no Covid (ex Day Surgery ortopedico ed ex Riabilitazione cardiorespiratoria) con un totale di 48 posti letto.

Il reparto polichirurgico no Covid è riservato al ricovero dei pazienti sottoposti al percorso pre-operatorio (esecuzione del tampone 48/72 ore prima del ricovero e radiografia) e al trasferimento dei pazienti con tampone e radiografia negativi dall’area grigia polichirurgica. L’area grigia del reparto polichirurgico resterà collocata nel reparto di ex Ortopedia con 10 letti singoli.

REPARTI COVID CHIUSI

Dal 28 maggio è stato chiuso il reparto Covid 19 ex Urologia e dal 29 maggio è stato chiuso il reparto Covid-19 ex Cardiochirurgia.

RIDUZIONE LETTI COVID

Attualmente i posti letto utilizzabili per pazienti Covid sono una ventina: in Malattie infettive, in Terapia intensiva respiratoria (Utir) e in Rianimazione.

Nei giorni del picco solo nella Rianimazione i pazienti Covid gravi erano circa una trentina. Negli ospedali che fanno capo all’Asst di Mantova a fine marzo i letti riservati ai Covid erano più di 200.

I CHIRURGHI LAScIANO IL PS

Nei giorni più bui di grande accesso al pronto soccorso l’ospedale aveva provveduto ad inviare in reparto, in aiuto ai medici dell’emergenza-urgenza, anche i colleghi chirurghi che in quelle settimane non avevano interventi programmati, tutti rinviati, a causa della sospensione dell’attività chirurgica di elezione in sala operatoria.

A questo punto, visto la drastica riduzione degli accessi registrata, è stata decisa la sospensione della copertura delle notti al pronto soccorso da parte dei chirurghi, che nel frattempo hanno ripreso ad operare.

IL PERCORSO DI RICOVERO

Che cosa succede quando un paziente non chirurgico arriva al pronto soccorso e necessita di un ricovero? Viene subito eseguita la radiografia del torace e il tampone nasofaringeo. Se non si riscontrano sintomi respiratori o radiografia patologica, il paziente viene inviato nell’area grigia in attesa del referto del tampone e se il tampone è negativo e la radiografia negativa, il paziente viene dirottato nell’area pulita. Se, invece, si ravvisano sintomi respiratori o radiografia patologia viene richiesta subito la consulenza di un infettivologo che deciderà se il paziente è ad alto o basso rischio Covid-19. In caso di basso rischio, il paziente sarà dirottato nell’area grigia di Medicina, Ex Toraco-vascolare, Medicina d’urgenza o Neurologia. Se invece viene giudicato ad alto rischio andrà in un reparto Covid tra Malattie Infettive, Utir e Rianimazione.

PSICHIATRIA

Il servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Castiglione delle Stiviere riaprirà il 15 giugno. I pazienti che arriveranno in urgenza verranno tamponati al pronto soccorso del San Pellegrino.


 

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