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Tragedia in autostrada: Galvagnina in lutto per la morte di Lorena

La donna di 47 anni ha vissuto la giovinezza nella Bassa. Era la cugina del piccolo Giovanni, morto per il crollo del silo

MAURO PINOTTI
1 minuto di lettura

PEGOGNAGA. Non sono ancora stati fissati i funerali di Lucrezia Lorena Veneri, la 47enne originaria di Pegognaga, residente in Brianza, morta nell’incidente avvenuto lunedì mattina sull’A22. La salma rimane all’obitorio dell’ospedale di Mantova.

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Lucrezia, da tutti conosciuta come Lorena, ha abitato nella frazione di Galvagnina con la famiglia dove ha vissuto tutta l’adolescenza. Per un certo periodo la famiglia si era trasferita a Gonzaga, ma nel 2002 ha fatto ritorno nella frazione di Pegognaga. Da ragazza aveva frequentato l’istituto “Bonomi”. Poi ha lavorato come operaia alla Foresi group di Gonzaga. Si è sposata nella chiesa di Galvagnina il 12 maggio 2012 poco prima del terremoto che sconvolse la Bassa.

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Lunedì era in viaggio, probabilmente per andare a trovare i propri familiari. La notizia dell’improvvisa morte si è sparsa a Pegognaga in poche ore. E ben presto sono riemersi i particolari su di lei. La 47enne era la figlia di Marino Veneri, e cugina del piccolo Giovanni, travolto e ucciso l’estate scorsa da un silo carico di mangime caduto a terra. È terribile come a volte, il destino, si accanisca su determinate famiglie, causando lutti indicibili.

Lorena era una persona solare, sempre sorridente, buona e disponibile con tutti. Sono in tanti a ricordarla: prima su tutti la sorella Letizia, che vive a Carpi, nel Modenese, e che sul suo profilo Facebook ha pubblicato una foto in bianconero della loro giovinezza con uno struggente messaggio: «Nella vita decidiamo quando nascere e non quando morire. La morte è solo un nuovo principio per te. Tu ora sei su nell’aria e se avremo bisogno della tua presenza, delle tue parole basterà mettersi da parte, chiudere gli occhi e cercarti. Ciao Lorena». E un’amica le ha scritto: “Eri forte, fortissima... Ne hai passate tante ma sempre con il sorriso sul tuo bel viso. Riposa in pace». Anche don Alberto Ferrari, parroco di Moglia e Galvagnina,e il sindaco Matteo Zilocchi hanno espresso il proprio cordoglio. —

 

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