Da San Benedetto l'appello: «Sul ponte intervengano Stato e Regione»

I sindaci: sbloccare i cantieri. E le imprese valutano una battaglia legale. Confartigianato: azione di risarcimento collettiva. Comitato di cittadini e amministratori: «Fronte comune non più rinviabile»

SAN BENEDETTO PO. L’appello lanciato dal Comitato Vogliamo il ponte e dal sindaco di San Benedetto Po Roberto Lasagna non è caduto nel vuoto. Il territorio ha raccolto il pressante invito, scaturito dalla n uova impasse dei lavori di riqualificazione del ponte, fermi da mesi e con un contenzioso fra l’appaltatore Provincia e l’esecutore, Toto costruzioni, pendente come una spada di Damocle sul futuro del cantiere.

Ponte di San Benedetto, la rabbia dei sindaci e degli abitanti

 Una trentina i partecipanti della serata che si è tenuta all’aperto nella eccezionale cornice del chiostro dei Secolari dell’abbazia benedettina, nel rispetto delle norme di distanziamento, ed è servito per rinsaldare fra cittadini, associazione, imprese e istituzioni, la convinzione che è il momento di fare squadra tutti uniti.

«Non possiamo continuare a perdere imprese, cittadini, opportunità - hanno spiegato i membri del Comitato introducendo la serata - L’economia locale già messa a dura prova dal terremoto, dalla crisi economica e ora dall’emergenza sanitaria deve scontrarsi quotidianamente con le attuali limitazioni al traffico, questo ha comportato la “fuga” di molte aziende o peggio la chiusura. L’incertezza sul futuro del ponte comporta la mancanza di investimenti da parte di nuove imprese che rivolgono il loro interesse altrove. Il territorio si sta svuotando di attività e di persone, perché negli ultimi anni si è potuto osservare un lento e costante aumento dell’emigrazione verso altri Comuni».

Per il Comitato va valutata la nomina di un commissario ad acta, che prenda in mano la situazione ingarbugliata e faccia procedere il cantiere. Netta la posizione di Confartigianato imprese Mantova che con il presidente Lorenzo Capellli sta studiando un mandato ai legali dell’associazione in modo da insinuarsi nel contenzioso Provincia-Toto per capire cosa non sta funzionando e sta provocando il blocco dei lavori «e, se del caso, di svolgere domanda risarcitoria nei confronti di chi risulterà essere inadempiente. Stiamo anche valutando un’azione legale collettiva, per gli artigiani che hanno subito e che stanno subendo danni dal protrarsi dei tempi di chiusura del ponte».

Duro il sindaco sambenedettino per il quale questo protrarsi dei ritardi è scandaloso. «È un’opera attesa da trent’anni, i soldi ci sono. I lavori devono andare avanti. Siamo tutti d’accordo che serva un ente superiore, la Regione o il ministero delle Infrastrutture per far cessare i litigi. I cittadini si aspettano atti concreti». Un concetto ribadito anche dal Presidente dell’Oltrepò, Alberto Borsari: «Il ponte è fra le opere più importanti del Mantovano. Regione e ministero non possono accettare che si fermi tutto. Sarebbe una sconfitta per la politica».

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