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L’acqua a Mantova: tra le più care della Lombardia ma la rete funziona

Indagine di Cittadinanzattiva sulla spesa per la bolletta idrica. Solo il 14,2% dell’oro blu distribuito dall’acquedotto va perso

MANTOVA. L’acqua a Mantova è tra le più care in Lombardia. Mentre una famiglia di tre persone in regione spende in media 309 euro all’anno, in città si arriva a 342 euro, un costo tra i più alti delle dodici provincie. I cittadini virgiliani si possono consolare: a livello nazionale va molto peggio visto che la media nazionale è di 434 euro all’anno.

Lo dice l’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, l’organizzazione che da oltre 40 anni tutela i diritti delle persone e si occupa della cura dei beni comuni. L’indagine sui consumi di acqua fa parte del progetto «Consapevolmente consumatore, ugualmente cittadino» finanziato dal ministero dello Sviluppo economico. Cittadinanzattiva prende in considerazione le varie tariffe applicate dalle società nei dodici capoluoghi lombardi, rispetto ad una famiglia tipo di tre componenti e un consumo annuo di 192 metri cubi.

Per questo nucleo familiare, se abita a Mantova, la bolletta idrica nel 2019 è stata di 342 euro, con un aumento del 3,9%, rispetto al 2018, più della media regionale di 3,1%. I tartassati l’anno scorso sono stati gli abitanti di Brescia che hanno pagato l’anno scorso una bolletta di 444 euro, seguiti da quelli di Lecco (400 euro), Pavia (349 euro) e Mantova (342). I più fortunati sono stati i milanesi che hanno pagato appena 146 euro, la stessa cifra dell’anno prima.

Le cose potrebbero andare meglio per tutti se, suggerisce Cittadinanzattiva, si seguissero alcuni consigli che consentono di limitare i consumi idrici. Ad esempio, in un anno si possono risparmiare 42 metri cubi di acqua se si sostituisce, una volta su due, la doccia al bagno (4,5 metri cubi di acqua in meno consumata), se si ripara il rubinetto che perde (risparmio di 21 metri cubi), se si usa lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico (meno 8,2 metri cubi) e se si chiude il rubinetto mentre si lavano i denti (meno 8,7).

In questo modo, la famiglia tipo di tre persone potrebbe arrivare a consumare 150 metri cubi d’acqua all’anno, con un notevole risparmio sulla bolletta. Cittadinanzattiva fa i conti e scopre che la famiglia di Mantova potrebbe spendere solo 257 euro, con un taglio ai costi di 85 euro che equivale ad un risparmio del 24,9% rispetto a prima, più di quanto risparmierebbero in media tutti i lombardi (73 euro, il 23,6%). Mantova sarebbe ancora sopra la media regionale come bolletta annua, calcolata in 236 euro, ma sotto ai 342 euro iniziali.

Le buone notizie per i virgiliani arrivano dalle condizioni della rete dell’acquedotto che distribuisce l’acqua nelle case. A fronte di una dispersione media lombarda, nel 2018, del 40,7% (a livello nazionale siamo al 37%), la città è al 14,2%. Gli investimenti fatti da Tea in questi anni hanno dato i loro frutti se è vero che il dato si pone di poco dietro a quello di Pavia, il migliore in regione con solo il 13,5% di acqua lungo le condutture. Tutti gli altri capoluoghi sono messi peggio, a cominciare da Lecco, che ha il record con il 34,5 %.

Cittadinanzattiva ha anche analizzato la Carta dei servizi dei vari gestori del servizio idrico integrato e ha scoperto che nel 63% dei casi non viene data alcuna informazione sul bonus sociale a disposizione delle famiglie (tra i bocciati c’è anche Mantova). In un caso su tre, inoltre, si tace sulla qualità dell’acqua erogata (qui, invece, Mantova si pone tra le nove città lombarde virtuose visto che forniscono questo genere di informazione).

Mantova, però, nella sua Carta non ha alcuna indicazione sulle associazioni dei consumatori che potrebbero seguire i cittadini e orientarli nella lettura di bollette giudicate poco comprensibili. È, invece, in linea con le altre città per quanto riguarda la qualità contrattuale come il tempo massimo per un allaccio (15 giorni), per l’attivazione della fornitura (5 giorni), per la voltura (5 giorni), per la rettifica della fatturazione (60 giorni).

La replica di Tea:non si tiene conto della densità abitativa

«L'indagine non spiega che il costo del servizio idrico è fortemente influenzato dalla densità abitativa che incide direttamente sui costi di gestione e sul loro assorbimento per singola utenza, oltre che dalle caratteristiche territoriali di disponibilità della risorsa». Così Tea risponde a Cittadinanzattiva.

«Esclusa la particolarità milanese – spiega la multiutility – i capoluoghi paragonabili a Mantova esprimono una media di circa 352 euro per un consumo di 192 mc contro i 342 del nostro capoluogo; stessa situazione per la fascia 150 mc. Valutati i costi di gestione operativa determinati dal regolatore nazionale, 109 euro abitante anno, la nostra gestione registra un costo inferiore, e quindi più efficienza, di circa il 20%, come conferma anche il dato di dispersione della rete. Il piano investimenti, che incide in modo rilevante sulla tariffa, è in termini di euro per abitante/anno tra i più elevati in regione».

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