«Dentix? Un fallimento annunciato»

L’Ordine dei medici contro le catene odontoiatriche low cost: «Il disegno è farsi pagare prima dell’inizio delle terapie»

MANTOVA. «Un fallimento annunciato». Non il primo né, purtroppo, l’ultimo, soprattutto adesso che il miraggio di cure low cost è tornato ad ammiccare in un orizzonte drammaticamente incerto. Così l’Ordine dei medici di Mantova legge l’inciampo di Dentix, finita in concordato preventivo in Spagna, e ora appesa al filo esile di un nuovo acquirente che tarda ad affacciarsi. Sul quale in pochi sarebbero pronti a scommettere.

Mentre in Italia montano la preoccupazione e la rabbia dei pazienti rimasti con la bocca guastata da ferri e protesi provvisorie. Soltanto a Mantova sono già un centinaio quelli che si sono rivolti a Federconsumatori e Adiconsum. Gente che ha pagato per interventi interrotti a metà o ha concordato un prestito con le finanziarie indicate dalla stessa Dentix.
Perché quello di Dentix non sarà l’ultimo fallimento di una catena low cost? «Perché il modello organizzativo di queste catene è prettamente “commerciale”, alla stregua di quello di un supermercato, e legato pertanto al raggiungimento di un certo fatturato – interviene Giampaolo Sabbioni, presidente della commissione odontoiatrica dell’Ordine – Purtroppo la potenza finanziaria di queste società, unita alla giungla in tema di pubblicità sanitaria creatasi con il Decreto Bersani, ha fatto sì che i cittadini si siano trovati circondati dalle più incredibili inserzioni su stampa, web, addirittura sugli autobus».

Con tanto di “buttadentro” in camice bianco, impegnati nella «penosa distribuzione di opuscoli ai passanti, come se stessero pubblicizzando un ristorante o un negozio di abbigliamento». Fosse solo una campagna di marketing aggressiva e un po’ pacchiana, per i clienti il problema non si porrebbe nemmeno. Sarebbe “solo” mortificante per la professione, una questione interna alla categoria. E invece. Per l’Ordine dei medici la forma è sintomo e abbaglio, al servizio di un disegno preciso.
«In quest’ottica, l’impostazione, ben chiara a tutti, è stata ed è quella di cercare di anticipare i pagamenti, soprattutto attraverso finanziamenti, prima dell’inizio delle terapie – osserva Sabbioni – Purtroppo la conseguenza di ciò è il rischio, per il paziente, di trovarsi con un debito con una società finanziaria e con trattamenti odontoiatrici incompleti o, addirittura, ancora da iniziare». E i dentisti che lavorano per queste catene? Il sospetto di complicità non può valere a priori, per tutti indistintamente. «In qualità di organo sussidiario dello Stato, l’Ordine dei medici e degli odontoiatri è impegnato nella tutela della salute individuale e collettiva – scandisce Sabbioni – per questo motivo ci rendiamo come sempre disponibili a esaminare le segnalazioni dei pazienti, per valutare se, da parte di iscritti al nostro o ad altro ordine provinciale, vi siano stati comportamenti che non rispettino il nostro codice deontologico». Si apre così un nuovo fronte.
 

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Elezioni 2022: chi sono i sei mantovani aspiranti candidati della Lega

La guida allo shopping del Gruppo Gedi