E alla Canottieri si nuota in piscina ma contingentati

Sabato prossimo aprirà  quella da 25 metri. In diretta sui social le modifiche dello statuto che l’assemblea voterà il 28 giugno



MANTOVA. Hanno riaperto, la mattina di sabato 13 giugno, le prime due piscine della Canottieri Mincio, la vasca olimpionica da 50 metri e quella ludica con la buca dei tuffi. Da sabato prossimo 20 giugno sarà disponibile anche la vasca da 25 metri. Domanica 14 giugno si potrà prendere un bagno dalle 10 alle 19, mentre da lunedì 15 giugno gli orari varieranno leggermente: la piscina ludica sarà aperta dalle 10 alle 19.30 (solo per i tuffi sino alle 20) mentre quella da 50 metri dalle 9 alle 20.

In ossequio alle norme anti-contagio è stata definita l’affluenza massima di ciascuna vasca. In quella olimpionica potranno bagnarsi contemporaneamente un massimo di 56 persone, mentre in quella ludica 80. La vasca per i tuffi potrà essere frequentata da 12 persone, mentre quella da 25 metri (quando riaprirà) al massimo da 24 persone contemporaneamente. Per una nuotata non è necessario prenotarsi, ma la permanenza massima in acqua non potrà superare i 45 minuti. A bordo vasca ci si arriva con la mascherina che poi dovrà essere messa nella bustina di plastica fornita all’ingresso e depositata negli appositi spazi; per evitare di rimanere senza, la direzione consiglia di portarsi un contenitore ermetico da casa, come un sacchetto di plastica.

Sabato pomeriggio 13 giugno, nella diretta social, si è parlato dell’assemblea dei soci del 28 giugno. Il professor Giovanni Meruzzi, ordinario di diritto commerciale dell’università di Verona e avvocato, ha illustrato nei dettagli le modifiche allo statuto della cooperativa chieste dagli ispettori ministeriali. Nel corso della discussione le domande poste dal pubblico hanno permesso di chiarire le modifiche che vanno apportate per adeguare il regime dei ristorni, previsto dall’attuale statuto, agli obblighi di legge, ed evitare il commissariamento della coop.

«È importante che i soci sappiano che, alla luce della lettura data dagli ispettori al vigente statuto, se questo non verrà modificato l’ispezione ministeriale si concluderà probabilmente con una diffida. La maggior criticità è per l’appunto legata ai ristorni. Applicando l’attuale statuto secondo l’interpretazione fornitane dagli ispettori i soci potrebbero dover rimborsare le perdite maturate dalla società negli anni precedenti».
 

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