Floyd, ma non solo: in 400 in piazza a Mantova per dire un forte no alle disuguaglianze

Il flash mob ha sottolineato che il razzismo c’è anche in Italia. Molti gli slogan e le denunce scritte su cartelli di ogni tipo

MANTOVA. Otto minuti e 46 secondi. L’arco di tempo nel quale George Floyd è rimasto bloccato a terra dagli agenti della polizia di Minneapolis, in un tentativo di arresto che gli è costato la vita. Quasi 9 minuti che hanno sconvolto il mondo e che sono stati scanditi il pomeriggio di sabato 13 marzo  in piazza Sordello da un rigoroso silenzio. Circa 400 i presenti alla manifestazione mantovana di Black Lives Matter, evento di solidarietà alle proteste divampate negli Stati Uniti e ormai diffuse in tutto il pianeta.



Un flash mob che ha visto la presenza di tanti giovani e giovanissimi. Magliette nere, cartelli realizzati con i cartoni, applausi e slogan. Contro razzismo, diseguaglianze economiche e disagio sociale. In tanti si sono seduti sui ciottoli della piazza, osservando le norme legate al distanziamento sociale. Almeno un metro e mezzo l’uno dall’altro, tutti muniti di mascherina. Al microfono gli interventi dei rappresentanti delle realtà del territorio che hanno risposto all'invito degli organizzatori. Interventi interrotti solo dagli 8’ 46” di silenzio assoluto.



In tanti si sono messi in ginocchio, alzando al cielo i cartelli. Svariati i messaggi: da il razzismo uccide anche in Italia a white silence is violence fino a nessuno è libero se qualcuno è oppresso.

A lanciare l'idea della manifestazione un gruppo di ragazzi del Basso Mantovano supportati da Fridays for Future Mantova. «Siamo qui non solo per ricordare George Floyd - spiega una delle organizzatrici, Michelangela Ntawizera - ma per tutti gli episodi di razzismo verso le persone di colore. Episodi che accadono anche nel nostro Paese. Siamo qui per ascoltare diverse testimonianze e per riflettere su un fenomeno globale». «Dobbiamo alzare la nostra voce- aggiunge un altro ragazzo dell’organizzazione, Alessandro Laraspata -. La lista delle vittime è sempre più lunga, è doveroso continuare a parlarne. Dobbiamo far sì che il razzismo non faccia più parte del nostro quotidiano».



Gli interventi si susseguono dai portici di Palazzo Ducale. I morti nel Mediterraneo, le vite spezzate nei campi, le diseguaglianze che non cessano di esistere nella vita quotidiana. Decine le associazioni in piazza con bandiere e striscioni. «Le proteste hanno raggiunto le piazze di tutto il mondo - spiega Enrico Lancerotto de La Boje -. Il problema del razzismo è ormai un problema globale. Ovunque si scende nelle strade per accendere i riflettori sul tema. Senza dimenticare le diseguaglianze economiche».

Sotto il solleone di piazza Sordello anche i rappresentanti del sindacato. «Siamo qui perché contro ogni forma di violenza e razzismo - commenta Paolo Soncini, segretario provinciale della Uil -. Il sindacato si è da sempre prodigato per la difesa dei lavoratori vittime di qualsiasi forma di intolleranza. Per questo abbiamo immediatamente aderito. Saremo sempre al fianco di chi è sfruttato in ogni settore lavorativo».

Ad aderire all'evento 6000 sardine Mantova, Amnesty Mantova, Anpi provinciale di Mantova, Anpi San Benedetto Po, Arci Casbah, Arci Laghi Margonara, Arci Papacqua, Arci provinciale, Arci Tom, Arcigay La Salamandra, Articolo 3 Osservatorio sulle discriminazioni, Associazione Colibrì, Associazione culturale La Papessa, Cgil Mantova, Collettivo studentesco Liberi di Pensare, Cooperativa Il Mappamondo, Coordinamento soci Banca Etica, Emergency, eQual, Ethics Expo, Gruppo La Pace ci piace, La Boje, Libera Mantova, Libertà e Giustizia, Mantova per la Pace, Mediterranea Saving Humans Mantova, Movimento Nonviolento, Namaste Ostiglia, Non Una di Meno Mantova, Officina dell’Intercultura, Sportello Diritti, Strongvilla, Sprar Enea Mantova, UIL Mantova, Università Verde Pietro Toesca.
 

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