Canottieri Mincio, il rischio per i soci: quota in più per i debiti

Verso l'assemblea spunta uno spettro per chi fa parte del circolo: per evitarlo serve modificare lo statuto

MANTOVA. L’assemblea è l’ultimo passaggio di un processo cominciato due anni fa con l’incarico attribuito dalla società al professor Giovanni Meruzzi di revisione dello statuto e dei regolamenti vigenti, e interviene nella fase finale di un’ispezione ministeriale che ha evidenziato una serie di criticità statutarie della cooperativa, da affrontare subito per prevenire diffide e un possibile commissariamento.

Si è tenuta sabato la diretta Facebook con il presidente della Canottieri Mincio, Massimo Dal Forno e con Meruzzi, avvocato e docente all’Università di Verona, per illustrare le modalità dell’assemblea che voterà l’approvazione del bilancio 2019 e la modifica dello statuto e dei regolamenti, oltre al rinnovo delle cariche sociali.


Dal dibattito è emerso che la criticità di maggior rilievo, anche per i singoli soci, riguarda il tema dei cosiddetti ristorni. Il regime previsto dallo statuto, visto il modo con cui è stato applicato nel corso del tempo, porterebbe all’obbligo da parte dei soci a rimborsare la società delle perdite maturate negli esercizi pregressi, per fare fronte alle spese di gestione ordinaria e straordinaria. Ciò alla luce delle contestazioni sollevate dagli ispettori ministeriali in base alla loro interpretazione dello statuto vigente. In sostanza, per i duecentomila euro di perdita negli esercizi 2017 e 2018, i circa settemila soci rischiano di dover pagare quasi 30 euro ognuno. In più c’è la perdita del 2019, il cui bilancio non è però ancora chiuso.

L’approvazione del nuovo testo statutario eviterebbe di incorrere in diffide che potrebbero condurre la società fino al commissariamento. «Il dialogo costruttivamente instaurato con l’ispettore – sono parole del presidente Dal Forno – ha consentito alla Canottieri di affinare il lavoro svolto in precedenza. Ne risulta un testo che, ove approvato, nel nostro auspicio dovrebber prevenire i motivi di diffida e risolvere la situazione prima che sfoci in un contenzioso con il Ministero. Colgo l’occasione per ringraziare i soci che, in qualità di professionisti stimati e appassionati del rapporto associativo, hanno dato il loro contributo all’affinamento del testo statutario e all’individuazione di alcune soluzioni tecniche particolarmente adatte alla nostra realtà cooperativa. Lo statuto che si propone ha l’obiettivo di traghettare la Canottieri Mincio verso l’uso delle nuove tecnologie per consentire una più ampia partecipazione della base sociale alla vita della cooperativa, altro elemento di criticità sollevato dagli ispettori ministeriali».
 

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