Operazione dei carabinieri a Mantova: 3 arresti e 5 denunciati

Nel quartiere di Lunetta, al campo nomadi del Migliaretto e a Poggio Rusco in azione anche l'elinucleo e l'unità cinofila dei militari di Orio al Serio. Sequestrati hashish e cocaina

MANTOVA. I carabinieri della Compagnia di Mantova, con la collaborazione della Compagnia di Gonzaga e il supporto dell’elinucleo e dei cinofili di Orio al Serio (Bg) la mattina del 16 giugno hanno eseguito un servizio ad “alto impatto” organizzato principalmente a Mantova ma che ha interessato anche il comune di Poggio Rusco.

Mantova, operazione dei carabinieri con 3 arresti e 5 denunciati

Nel corso dell’operazione sono state eseguite perquisizioni, sia d’iniziativa che su delega della procura della Repubblica di Mantova, e numerosi controlli a pregiudicati, persone sottoposte a misure di prevenzione e soggetti d’interesse operativo. Il bilancio dell’intera attività è di tre arresti e cinque denunce.

Tra questi un arresto e quattro denunce riguardano lo spaccio di stupefacenti. Si tratta in particolare di un marocchino, L.C. quarantenne, sottoposto ai domiciliari, mentre a essere stati deferiti sono tre uomini tunisini e una donna italiana. Nei vari obiettivi sono stati infatti rinvenuti, grazie al fiuto dei cinofili, un panetto da cento grammi di hashish e tredici dosi di cocaina. Tra il materiale sequestrato vi è inoltre sostanza per il taglio e il confezionamento dello stupefacente e 1.700 euro in banconote di piccolo taglio ritenuto provento dell’attività illecita.

Le aree passate maggiormente al setaccio dai militari sono state il quartiere popolare Lunetta e il campo nomadi. Proprio all’interno dell’insediamento di via Learco Guerra è stato tratto in arresto F.J., 36enne, in esecuzione di ordinanza di sostituzione dell’obbligo di dimora con quella della custodia cautelare in carcere. Il malvivente, sottoposto a misura cautelare per svariati reati contro il patrimonio, è stato infatti beccato in più circostanze sulla pubblica via, senza giustificato motivo. A finire invece in detenzione domiciliare è stato S.C., 50enne, italiano, che deve scontare una pena di nove mesi per minacce e interruzione di pubblico servizio commessi nel 2015.

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