Corneliani, Pd e Potere al Popolo si schierano con la Cgil

PaP: l'attacco di Salvini e dei suoi sodali mantovani dimostra ancora una volta come nei fatti la Lega sia una formazione politica che si schiera dalla parte dei più forti e dei più ricchi e alimenta la guerra tra poveri

MANTOVA. Dopo il segretario generale della Filctem Cgil, Michele Orezzi, anche Pd e Potere al Popolo replicano agli attacchi della Lega mantovana e nazionale al sindacato. «Apprendiamo con rammarico e forte preoccupazione la notizia relativa alla richiesta di concordato in bianco depositata da Corneliani in tribunale – scrive la segreteria provinciale del Partito Democtatico – Dopo l’aumento di capitale sociale di 5 milioni e mezzo di euro da parte del socio di maggioranza che ha ridotto drasticamente le quote della famiglia Corneliani, è arrivata una vera e propria doccia fredda. Saremo vicini, assieme ai sindacati, a tutti i lavoratori della storico marchio mantovano, che, già provati dalla dura situazione di emergenza Covid-19, vivranno i prossimi mesi in una situazione di incertezza legata al proprio posto di lavoro. Siamo indignati dalla posizione espressa dal deputato Dara che da una parte ha attaccato la Cgil, tacciandola di mantenere posizioni ideologiche e massimaliste, e dall’altra ha accusato il sindaco di Mantova definendo il suo operato a favore dei dipendenti come una boutade elettorale. Si tratta di evidenti e pretestuose strumentalizzazioni politiche dell’esponente di un movimento, quello leghista, mai dalla parte degli operai, ma sempre pronto a tutelare, con slogan beceri e populisti, interessi economici di ben altro orientamento sociale».

Anche Potere al Popolo esprime massima solidarietà e pieno sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori della Corneliani e alle loro organizzazioni sindacali: «L'attacco di Salvini e dei suoi sodali mantovani dimostra ancora una volta come nei fatti la Lega sia una formazione politica che si schiera dalla parte dei più forti e dei più ricchi e alimenta la guerra tra poveri per dividere i lavoratori e renderli più deboli e sfruttabili. Rispediamo al mittente l’attacco: Salvini pensi a mangiare ciliegie o a come si indossa una mascherina invece di tentare di attaccare il fronte di chi combatte per salvaguardare una produzione mantovana d'eccellenza dall'incapacità di azionisti e manager».

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