I lavoratori Corneliani venerdì in corteo in centro a Mantova: «Ci serve l’abbraccio della città»

Le Rsu della Corneliani al presidio ai cancelli della fabbrica con il sindaco e i segretari dei sindacati di categoria

Appello delle Rsu ai mantovani: «Porteremo tra di voi la fabbrica, la nostra rabbia, il nostro orgoglio. Sosteneteci»

MANTOVA. «Porteremo la fabbrica, la nostra rabbia, il nostro orgoglio, in città» e alla città , alla loro città, chiedono un abbraccio. Perché la storia di Corneliani è nelle radici di questa terra e loro di quelle radici sono e sono stati linfa per generazioni. Porta la firma di Gianluca Faccioli, Giovanna Giannini, Migena Kalemaj, Cristina Longati, Barbara Longo, Gianluca Lorenzi, Ornella Palmisano, Maurizia Pescasio e Gabriella Zucchelli, la lettera appello ai mantovani che le Rsu Corneliani hanno voluto condividere con il nostro giornale per lanciare la manifestazione in città dei lavoratori di via Panizza: l’appuntamento con quell’abbraccio è per il tardo pomeriggio di venerdì 26 giugno.

«Ringraziamo – scrivono i rappresentanti dei lavoratori – le istituzioni locali, gli organi di stampa, le tante rappresentanze sindacali di aziende mantovane, tutte le cittadine e tutti i cittadini che in queste prime giornate di mobilitazione ci hanno dimostrato solidarietà. Lo abbiamo scritto anche questo autunno: la Corneliani è molto più di una fabbrica situata a Mantova. La Corneliani è un pezzo dell'anima della città, un pezzo di cuore del nostro territorio. È una grande storia collettiva che ha visto generazioni mantovane, intere famiglie, passarci attraverso. La Corneliani è anche un pezzo di quello che Mantova è nel mondo. Questa nostra identità si intreccia, fino a quasi a confondersi, con quella della nostra città. Siamo determinati a non perdere un solo minuto per cercare di cambiare la nostra attuale situazione, di cui nessuno di noi ha responsabilità: non abbiamo scelto noi i fantasmagorici manager che ci hanno condotto fino a qua, non abbiamo scelto noi di scappare davanti alle responsabilità come invece stanno facendo gli azionisti. E siamo determinati a continuare la nostra costante mobilitazione anche nelle prossime settimane: finché non cambierà».



E «la settimana prossima – prosegue la lettera – è una settimana cruciale perché, ragionevolmente, saremo convocati per la prima volta a confrontarci sulla crisi della Corneliani al Ministero dello sviluppo economico: ritiro del concordato e nuova ricapitalizzazione è quello che chiederemo, sperando di poterlo fare guardando direttamente negli occhi la proprietà. Saranno giornate in cui avremo davvero bisogno del sostegno di tutti: dell'attenzione delle istituzioni, dell'energia delle lavoratrici e dei lavoratori delle altre aziende, dell'abbraccio della città». Per questa ragione «abbiamo deciso che venerdì prossimo sfileremo per le vie della città. Rispettosi delle garanzie di sicurezza imposte dalla pandemia e confrontandoci con le massime istituzioni cittadine: porteremo la fabbrica, la nostra rabbia, il nostro orgoglio, in città». Perchè «non esite Corneliani senza Mantova, non esiste Mantova senza Corneliani». Perché «Noi siamo la Corneliani». Loro con il destino appeso a un filo, loro che chiedono di poter continuare a fare «gli abiti più belli del mondo» come ricorda con orgoglio Gabriella Zucchelli nella bella lettera che la Gazzetta pubblica in prima pagina oggi 21 giugno: un invito al premier Conte a «venire ad ascoltare le nostre storie, le nostre paure, le nostre speranze». Lui che solo pochi giorni fa ha detto «nessuno deve perdere il lavoro».
 

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