Corneliani, venerdì 26 giugno lavoratori mantovani in piazza per difendere il posto di lavoro

Già 200 le adesioni. Lunedì 22 giugno al presidio il senatore Richetti. In settimana la convocazione al ministero e in prefettura

MANTOVA. I lavoratori della Corneliani scenderanno in piazza venerdì 26 giugno,  nel tardo pomeriggio, per chiedere alla città di sostenerli nella difesa non solo del loro posto di lavoro ma anche di una storia che la casa di moda ha rappresentato i in anni di attività in Italia e all’estero.

«I dettagli - spiega Michele Orezzi, segretario generale della Filctem Cgil - verranno definiti nei prossimi giorni con le istituzioni, vista la pandemia ancora in corso». Bisognerà, infatti, rispettare le misure anti-contagio e, quindi, in primis osservare il distanziamento sociale, per cui non va lasciato nulla al caso per garantire la sicurezza degli stessi manifestanti.


Ancora incerti, dunque, sia l’orario di partenza del corteo che sfilerà per le vie della città, sia il percorso. L’unica cosa definita è il luogo in cui si concluderà la manifestazione: quella piazza Sordello che più volte ha fatto da cornice ad altre crisi aziendali e dove si terranno i vari interventi di sindacalisti, operai e rappresentanti delle istituzioni, tutti schierati a difesa della Corneliani .

L’attesa, nel mondo del lavoro mantovano, è massima per questa protesta dei lavoratori della casa di moda fondata nel 1958 e diventata in poco tempo uno dei brand italiani del lusso più conosciuti all’estero, una fabbrica simbolo del Mantovano che la Rsu, in una lettera aperta alla cittadinanza, ha definito «un pezzo dell'anima della città, un pezzo di cuore del nostro territorio, una grande storia collettiva e un pezzo di quello che Mantova è nel mondo».

«Abbiamo già raggiunto le 200 adesioni sul sito Facebook» annuncia Orezzi, che invita a consultare il link https://www.facebook.com/events/679969422842726/ per assicurare la propria partecipazione alla manifestazione.

«Questa settimana - prosegue il sindacalista - riceveremo la visita di molte delegazioni di lavoratori di altre realtà produttive che ci esprimeranno la loro solidarietà. La  mattina di lunedì 22 giugno avremo anche la visita del senatore di Azione, Richetti, che sarà alle 10.30 davanti ai cancelli della fabbrica dove c’è il nostro presidio».

In settimana, poi, per i lavoratori della Corneliani ci saranno due appuntamenti molto importanti per il loro futuro. Al ministero dello sviluppo economico a Roma si terrà la prima riunione del tavolo di crisi: «Aspettiamo la convocazione - dice Orezzi -, così come aspettiamo quella del prefetto per la seconda riunione del tavolo locale».

Al ministero i lavoratori chiederanno il ritiro della richiesta di concordato depositata in tribunale dalla proprietà e la nuova ricapitalizzazione della società che consenta di riavviare la produzione attualmente ferma; e sperano di poterlo fare direttamente davanti ai vertici societari. In ballo c’è il futuro di 458 lavoratori solo nello stabilimento di Mantova e di circa 1.300 nel resto del mondo.

Le maestranze non arretreranno di un centimetro. Lo hanno annunciato nella loro lettera aperta: «Siamo determinati a non perdere un solo minuto per cercare di cambiare la nostra attuale situazione di cui nessuno di noi ha responsabilità: non abbiamo scelto noi i fantasmagorici manager che ci hanno condotto fino a qua, non abbiamo scelto noi di scappare davanti alle responsabilità come invece stanno facendo gli azionisti. E siamo determinati a continuare la nostra costante mobilitazione anche nelle prossime settimane: finché non cambierà».


 

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