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Il sindaco di Mantova: nel parco l’elisoccorso ci starebbe. Ma la Regione deve lasciarci l’area

Replica del sindaco ai dirigenti di Asst e Areu. Il direttore del 118 lo appoggia: «I protocolli si possono migliorare»

Sandro Mortari
2 minuti di lettura

MANTOVA. «Ho già detto e scritto più volte che la piazzola per l’elisoccorso al Migliaretto è perfettamente compatibile con il mio progetto di parco urbano attrezzato».

Così il sindaco di Mantova Mattia Palazzi replica al comunicato congiunto con cui il direttore generale dell’Asst Carlo Poma, Raffaello Stradoni e il direttore generale dell’Areu, l’azienda regionale che gestisce l’emergenza e il soccorso, Alberto Zoli hanno chiesto al Comune di non porsi di traverso e di lasciare che la Regione realizzi la nuova elisuperficie al Migliaretto, visto che l’attuale vicina all’ospedale è utilizzabile di notte solo con delle deroghe.

Nulla impedisce, dunque, che all’interno del parco che si estende dalle sponde del lago Superiore ad Angeli sino a quelle del lago Inferiore alla Vallazza, tra il nuovo stadio Martelli e la futura cittadella dello sport, non ci sia anche un’area dove possano atterrare gli elicotteri della protezione civile e le eliambulanze. «Il problema – dice Palazzi – è la Regione che vuole il Migliaretto dall’Enac con il vincolo aeroportuale e questo, per noi e per la città, non è accettabile».

Il primo cittadino non arretra dalla posizione iniziale, «sul Migliaretto decidono i mantovani», e rilancia la sua proposta: un polmone verde con l’elisoccorso. «L’ho già detto a Stradoni – ribadisce – ma ne avevo discusso anche con il suo predecessore Stucchi, che ripeteva che l’ubicazione delle eliambulanze al Migliaretto non era comoda per le grandi emergenze a causa della viabilità della zona e che preferiva una piazzola interna all’ospedale. Noi all’Enac abbiamo sempre detto che l’elisoccorso al Migliaretto ci starebbe bene anche togliendo il vincolo aeroportuale sull’area. Il problema – insiste – è che la Regione si è messa in mezzo e non vuole che l’area venga data al Comune senza vincoli aeroportuali. È come se noi fossimo andati a Milano a dire che ci interessava l’area della Fiera». E allora, stando così le cose, «non ci resta che continuare con la raccolta di firme tra i cittadini per ribadire che Mantova ha il sacrosanto diritto di avere il Migliaretto e di decidere cosa farne».

Tra tre mesi ci saranno le elezioni comunali che potrebbero rappresentare lo snodo fondamentale per il Migliaretto. Palazzi se ne dice convinto tanto che conclude: «Se vince il candidato di centrodestra i mantovani sappiano che lì verrà fatto un aeroporto; se , invece, vinco ancora io al Migliaretto nascerà un bosco urbano attrezzato per lo sport e per le famiglie». I mantovani scelgano nell’urna ciò che secondo loro è la soluzione migliore, lascia intendere il primo cittadino.

Che sul Migliaretto trova una sponda in Pierpaolo Parogni, responsabile del 118 di Mantova, il servizio che “utilizza” le eliambulanze. La sua presa di posizione non è tenera nei confronti di certa politica. Nel mirino, infatti, finisce il centrodestra nelle sue articolazioni locali e regionali. È «ridicolo sentir parlare di bisogni della città da chi avrebbe potuto fare qualcosa e quando era il suo turno ha fatto poco più di un rondò», scrive in una lettera inviata in Gazzetta in cui dice di parlare come privato cittadino. Difende il progetto di Palazzi per il Migliaretto, definito una «buona idea». «Comprendo bene – aggiunge – che per qualcuno sia necessario allinearsi alla propria fazione politica, abitudine tipica del panorama politico italiano. Ma chi esprime un’idea e chi la difende sulla base del buon senso non può essere non apprezzabile e quindi degno di fiducia».

Parogni si domanda: «Se in questi 40 anni, dei quali ben 20 sono stati di amministrazione di Regione Lombardia del centro destra, il Migliaretto è rimasto un “campo di patate”, cosa ci fare pensare che ora il centro destra locale possa farne un centro di interesse per l’aviazione civile?». Altra domanda che il direttore del 118 si fa: «Per quale motivo la realizzazione di un polmone verde attrezzato dovrebbe andare in contrapposizione alla realizzazione di un’elipista adibita all’elisoccorso?». E ancora: «Chi dice che dove atterra un Aw 139 impiegato per l’elisoccorso non potrebbero atterrare anche altri elicotteri in forza alla Protezione civile?Perché scelte assunte nel passato, da chiunque le abbia elaborate, dovrebbero essere un ostacolo insormontabile? I protocolli esistenti non possono essere migliorati e se necessario modificati a vantaggio di chi può trarne beneficio diretto? Perché l’idea propositiva del sindaco dovrebbe scontrarsi con l’intento comune di tutelare l’area e mantenerla a servizio della città?». Tutte domande a cui Parogni chiede alla politica di rispondere con «argomentazioni logiche e tecniche».
 

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