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Migliaretto, quasi 30 anni di nulla tra le polemiche. Ora è un caso elettorale

Il sindaco Palazzi, a proposito della disputa che si è aperta con la Regione, ha sostenuto che «se vince il candidato sindaco del centrodestra lì si farà l’aeroporto, se vinco io un parco urbano attrezzato per lo sport e le famiglie»

Sandro Mortari
1 minuto di lettura

MANTOVA. Il futuro del Migliaretto dipenderà dalle prossime elezioni comunali. Il sindaco Palazzi, a proposito della disputa che si è aperta con la Regione, ha sostenuto che «se vince il candidato sindaco del centrodestra lì si farà l’aeroporto, se vinco io un parco urbano attrezzato per lo sport e le famiglie».

Il centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e la civica del candidato sindaco Stefano Rossi, Mantova ideale), appoggiando la rivendicazione regionale dell’area, conviene che lì ci andrebbe l’elisuperficie per i mezzi di soccorso e della Protezione civile. Come, ricorda, stabiliva il protocollo sottoscritto nel 2015 da Comune, Provincia, Regione, Camera di commercio. C’è da credere ai due schieramenti? La risposta sarebbe no, visto che cosa è successo negli ultimi 40 anni e passa: immobilismo e trascuratezza.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) "Il Migliaretto ai mantovani", raccolte quasi 3mila firme]]

Nel 1976 fu sospesa l’attività aeroportuale al Migliaretto per mancanza delle più elementari norme di sicurezza. Da allora e per circa 20 anni quell’area precipitò nell’abbandono più assoluto. Almeno, però, era aperta al pubblico e i mantovani potevano portarvi il cane a passeggiare oppure utilizzarla come alcova all’aperto.

Nel 1993, quando in Provincia, l’ente che da Civilavia aveva in gestione il sedime, arrivò il presidente leghista Boni, il centrodestra, a differenza del centrosinistra che comandava in Comune, optò per mantenere la destinazione aeroportuale. E recintò l’area come la vediamo adesso. Da allora, la zona diventò inaccessibile.

Il Comune già nel 1993 ne aveva chiesto la sdemanializzazione; la richiesta formale, appoggiata dall’allora ministro Burlando, fu avanzata nel ’97, ma l’area rimase a disposizione dell’aviazione civile. Nel 2015 ecco il protocollo firmato dal sindaco Sodano a fine mandato, dimenticato in fretta da tutti. Ora arriva la Regione a rivendicare quelle zolle che Palazzi idealmente ha già occupato. «Mossa elettoralistica» si accusano reciprocamente i due schieramenti.
 

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