Caccia al voto tra afa e Covid: la strana campagna elettorale a Mantova

Elezioni autunnali e virus spingono i candidati a rivedere le strategie tradizionali. Social utili ma insufficienti: allo studio incontri pubblici con regole di sicurezza. Tafla: "Sono in corsa, lascio solo se torna l'epidemia"

MANTOVA. Che ne dite di passare un Ferragosto a guardare la diretta su Facebook di un candidato sindaco e a fare un salto di sera al gazebo allestito magari in un locale all’aperto per sentire i programmi amministrativi di una coalizione? Abbiamo esagerato, naturalmente, ma in quest’anno pieno di anomalie che hanno modificato il nostro modo di vivere, inseriamo anche una campagna elettorale estiva per le comunali che si terranno, si presume, agli inizi dell’autunno. Cosa si inventeranno, i candidati sindaco (al momento: Mattia Palazzi, Stefano Rossi, Gloria Costani e Hussein Tafla), per poter incontrare gli elettori, far conoscere le proprie strategie di governo e, magari, riuscire convincerli a votare per loro?

Perché il problema è che d’estate, in generale, la gente ha altre cose per la testa. Quest’anno, poi, sarà ancora più complicato. Perché ci sono persone che hanno dovuto rinunciare alle vacanze, non per il timore del virus o per la difficoltà nell’andare all’estero, ma perché i mesi del lockdown hanno danneggiato o compromesso il loro bilancio familiare. E non sarà nemmeno facile, inoltre, riunire le persone facendo mantenere le distanze di sicurezza. «Sfrutteremo i social che, abbiamo visto in questo periodo poter dare buoni risultati – dice il candidato del centrodestra, Stefano Rossi – le dirette dei partiti della coalizioni o quelle che ho fatto io hanno ricevuto migliaia di visualizzazioni e permettono un dialogo diretto. Ma non rinunceremo ad attività nelle strade e, pur in modalità sicure, avremo anche eventi con big quali Fontana, Salvini, Meloni e altri. Magari li faremo alla fine dell’estate».



L’utilizzo di Facebook e altri social non è certo una novità introdotta con il lockdown. L’uso e a volte l’abuso dei social in campagna elettorale, è un fenomeno noto da anni. L’esperienza della pandemia, però, ha spinto i nostri esponenti politici a utilizzare sempre di più lo strumento della diretta. Palazzi, ad esempio, usa molto spesso la rete con note dedicate alle attività amministrative e politiche. Basta pensare al ricorso recente alla piattaforma change.org per lanciare la petizione rivolta al presidente regionale Fontana sulla questione Migliaretto.

I social sono utili. Ma come insegna l’esperienza della didattica a distanza nella scuola, le piattaforme online non riescono a sostituire il contatto diretto. Che è fatto anche di comunicazione visiva ed empatia. E questo lo sanno anche i candidati. «Anche se non sarà semplice, nei limiti concessi dalle misure di sicurezza Covid saremo in mezzo alla gente – dice Palazzi – saremo nei quartieri, illustreremo ciò che questa amministrazione ha fatto e sta facendo. Ma continueremo a utilizzare anche i social».

«Sarà una campagna fatta soprattutto sui social, visto che non implicano incontri fisici – dice la Costani – Potremo allestire anche dei gazebo, certo, ma poi cosa faremo? Misureremo la temperatura a chi si avvicina? Dovremo trovare modi sicuri per incontrarci. Io credo, però, che sarà una campagna diversa anche nei contenuti, perché Covid ha cambiato tutto, le persone sono alle prese con altri problemi. Il mio timore è che la necessità della ripresa porti con sé anche un abbattimento di quei vincoli sulla sicurezza ambientale e della salute dei cittadini e degli stessi lavoratori».

E Tafla? Per lui c’è un ragionamento a parte. «Se ci sarà la seconda ondata di Covid, farò il medico, non il candidato sindaco» dice. —


 

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