Morì operaio, assolto l’ex sindaco: due condannati all’ufficio tecnico

Assunto per tinteggiare un locale del Comune, cadde dalla scala. Risarciti i familiari: un milione di euro

SERMIDE E FELONICA. Il suo cuore si era fermato la notte dell’antivigilia di Natale del 2014 all’ospedale veronese di Borgo Trento. Abdelkader El Hachimi, 54enne di origini marocchine, residente da anni a Sermide, era morto sei giorni dopo una caduta dalla scala, un infortunio accaduto durante un lavoro commissionato dal Comune. Il 23 giugno, dopo un lungo iter giudiziario, il tribunale ha emesso la sentenza a carico delle persone considerate, almeno in parte, responsabili di quella morte. Non per l’allora sindaco di Sermide, però: PaoloCalzolari è stato assolto.

Il processo si è concluso con la condanna del responsabile dell’ufficio tecnico, Mauro Romanini, e del responsabile delle squadre esterne dello stesso ufficio, Maurizio Saija: per entrambi il verdetto del giudice Giovanna Camillo è di sei mesi di reclusione (con il beneficio della sospensione condizionale) a fronte della richiesta del pubblico ministero che aveva proposto la condanna a due anni e mezzo di reclusione per tutti e tre gli imputati, ex sindaco compreso. Da registrare il fatto che per l’imputazione di omicidio colposo si tratta della pena minima.

Sulla sentenza – fanno notare l’avvocato mantovano Gaetano Alaia e il collega milanese Paolo Luca Bianchi – ha pesato il fatto che il danno fosse già risarcito con una cifra – assegnata alla moglie, ai tre figli e ai quattro fratelli della vittima – che sfiora il milione.

L’infortunio costato la vita all’operaio risale al 17 dicembre di sei anni fa. Abdelkader El Hachimi, per anni operaio, aveva perso il lavoro. E il Comune gli era venuto incontro. Lo aveva assunto con i voucher, con la formula dei lavori socialmente utili. Quel giorno, insieme ad altri colleghi, era impegnato nella tinteggiatura della ex scuola per geometri di piazza IV Novembre. Era in cima a una scala, asta e pennello in mano. Un attimo, un piede messo male, forse un piolo scivoloso, e Abdelkader era piombato giù da cinque metri di altezza. Il violento colpo alla testa non gli aveva dato scampo: sei giorni dopo il cuore si era fermato. I tecnici della Medicina del lavoro dell’Ats avevano contestato delle irregolarità da parte del Comune, nel ruolo di datore di lavoro. Dalla scala, che non era a norma (l’obbligo sarebbe stato di usare un ponteggio mobile) alle scarpe, che non erano antinfortunio. In più l’operaio non era stato formato e nessuno avrebbe controllato le modalità con cui lavorava. L’ex sindaco, sapendo di essere indagato, nel 2017 non si era ricandidato.

 

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