Addio a don Nando, comunità in lacrime: parroco a Cerese per mezzo secolo

 Il sacerdote ha officiato centinaia di matrimoni, tra i quali quelli di Matteo e Michele Colaninno 

BORGO VIRGILIO. L’intera comunità di Borgo Virgilio ha perso il 24 giugno uno dei suoi più importanti punti di riferimento.

Si è spento a 97 anni don Ferdinando Tagliavini, per tutti don Nando. Nativo di Riva di Suzzara, fu ordinato sacerdote nel 1945. Dopo le prime esperienze al Poma, a San Michele in Bosco, a Rivalta e a San Barnaba, assunse la guida della parrocchia virgiliana nel 1956 per poi rimanere parroco fino al 2002. Decenni nei quali assistette alla trasformazione di Virgilio da paese sostanzialmente agricolo a realtà di migliaia di abitanti, con il suo sviluppo legato alla nascita di industrie nei territori circostanti. Ha visto succedersi sindaci, celebrato centinaia di matrimoni, tra i quali quelli di Matteo e Michele Colaninno, contribuito alla realizzazione della nuova chiesa del Cristo redentore dell’uomo a Cerese.


Dal 2002 era parroco emerito e collaboratore della parrocchia di Cerese.

«Fino a pochi giorni fa in tanti continuavano a presentarsi nella sua casa per chiedere consigli – spiega l’ex sindaco Alessandro Beduschi – E lui aveva una parola per tutti. Tutti hanno ricordi legati a lui, io stesso sono stato suo chierichetto. Ricordo un uomo dalla vocazione vera, che lascia un segno profondo nella comunità. Anche a quasi cento anni, era un grande punto di riferimento».

«Tra noi ci fu collaborazione e stima reciproca – ricorda un altro ex primo cittadino, Gino Mori – Nel 1996 gli consegnai il Virgilio d’Oro per il cinquantesimo del suo sacerdozio. Fu una festa popolare e lo premiammo in balera. Ricordo che erano presenti tutti gli ex sindaci di Virgilio. L’ultima chiamata è stata a Pasqua per gli auguri».

Nel 2002 il passaggio di consegne con don Paolo Gibelli, che sarà poi parroco fino al 2017. «Ho passato con lui quindici anni – commenta don Gibelli – La sua formazione è stata pre conciliare, ma ha saputo recepire le novità del Concilio e applicarle con intelligenza. Era in grado di instaurare un rapporto paterno con le persone. Amava la Chiesa come comunità, le celebrazioni curate e senza eccessi. Agli inizi del sacerdozio fu cappellano all’ospedale, un’esperienza che gli fece sviluppare una particolare sensibilità verso i malati. Fino a quando ha potuto ha sempre fatto visita agli infermi e ai loro familiari».

Tutt’altro che rare anche le telefonate ai suoi parrocchiani, per un saluto o per augurare buon compleanno o buon onomastico.

Il 25 giugno alle 21 nella chiesa nuova di Cerese si terrà la recita del rosario, il 26 giugno, sempre alle 21, una veglia di preghiera.

I funerali si svolgeranno sabato 27 giugno alle 10 nella chiesa nuova di Cerese, con tutte le attenzioni previste dalla normativa sanitaria in vigore legata all’emergenza Covid. 
 

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