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Il fuoco della Croce Rossa a Solferino resiste al virus e al vento

Il Covid riduce ma non ferma le celebrazioni della storica battaglia risorgimentale. Rocca, presidente Cri e ora cittadino onorario, protagonista della mini-fiaccolata

Luca Cremonesi
2 minuti di lettura

SOLFERINO. Un 24 giugno molto particolare, quello che si è celebrato a Solferino dove, 161 anni fa, si è svolta la Battaglia che ha determinato le sorti dell’Italia unita e visto nascere la Croce Rossa. Le disposizioni sanitarie in vigore hanno fatto saltare sia la fiaccolata della Croce Rossa che le tradizionali celebrazioni alla chiesa ossario da parte del Comune e della Società Solferino e San Martino.

Solferino, la commemorazione della battaglia



Tuttavia, nessuno si è perso d’animo e i due eventi si sono tenuti ugualmente grazie a una formula ibrida (online e in presenza) che ha permesso di celebrare ancora una volta il sodalizio fra Solferino e la Croce Rossa.

La giornata ha preso il via con le deposizioni delle corone di fiori alla chiesa ossario. Qui Fausto Fondrieschi, presidente della Società, ha tenuto il suo tradizionale discorso che ha collegato la tragedia del 1859 con quella del Covid, vissuta in questo 2020: «Un ricordo di orrore e di morte che mai avremmo immaginato potesse ripetersi, tradursi in realtà, nella dolorosa, drammatica realtà che abbiamo vissuto e in cui tuttora viviamo. La terribile realtà che non possiamo distogliere dalla mente e dal cuore delle corsie degli ospedali stipate fino all’inverosimile da tanti nostri fratelli che lottavano e lottano tuttora per la sopravvivenza contro un nemico invisibile e sconosciuto, senza il conforto di una parola o di una carezza di una persona cara».

A seguire c’è stata la messa, in piazza Castello, e poi ecco la piccola fiaccolata simbolica che si è tenuta dal Memoriale fino alla piazza, aperta da Francesco Rocca, presidente di Croce Rossa. Al Memoriale due sono stati i momenti importanti. Il primo è stato il conferimento della cittadinanza onoraria a Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa, consegnata dalle mani del sindaco Germano Bignotti «per il suo costante, efficace ed ammirevole impegno nella diffusione in Italia ed in tutto il mondo, dei sette principi fondamentali di Croce Rossa; per la sua azione competente nel miglioramento dell’organizzazione della Croce Rossa Italiana; per avere diffuso nel mondo, anche attraverso i suoi incarichi istituzionali, l’idea nata a Solferino nella fervida mente di Henry Dunant, che portò il ginevrino a far nascere la Croce Rossa Internazionale. E poi per avere, con tutte queste azioni, contribuito a far conoscere l’importanza dei fatti storici avvenuti nella nostra città nel 1859 e dimostrato come il messaggio partito da qui sia sempre di attualità e grande importanza». Rocca ha voluto anche lui ricordare la situazione d’emergenza che la Croce Rossa ha vissuto accanto al popolo italiano: «Ci siamo spesso chiesti se eravamo in grado di aiutare tutti. Voglio condividere questo riconoscimento con tutte le donne e tutti gli uomini della Croce Rossa per ribadire il forte legame che esiste con queste terre e con Solferino». Significativa e toccante la mini fiaccolata che ha visto Rocca accendere la sua torcia e portarla, sfidando il vento che solo in quel mentre si è alzato, fino a piazza Castello, preceduto dalla bandiera che, solitamente, apre la fiaccolata. Il secondo momento è stato dedicato alle tre nuove targhe dei tre Paesi che hanno aderito alla Croce Rossa: Bhutan, Tuvalu, Isole Marshall.

Luca Cremonesi. © RIPRODUZIONE RISERVATA .

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