Mantova, i presidi bocciano le linee guida: «Il Ministero ci ha lasciati soli»

Il presidente dell’associazione scuole: «Mancano indicazioni precise, norme e risorse per iniziare»

MANTOVA. «Manca il protocollo sanitario, mancano gli spazi e le risorse. Manca un quadro normativo e contrattuale. E manca il tempo per organizzare piani di rientro nelle classi in condizioni del tutto anomale. Non posso che confermare quanto detto dall’Associazione nazionale presidi: le linee guida del Ministero, almeno per quanto noto oggi, non valorizza l’autonomia delle scuole. Le lascia da sole». Massimo Pantiglioni è una persona prudente. Un preside che interpreta da sempre in modo molto corretto il suo ruolo di dirigente della pubblica istruzione. Anche quando gli viene chiesto di esprimere commenti in qualità di presidente dell’Associazione provinciale delle scuole, l’Aisam.



Ma questa volta non può che esprimere senza troppe cautele diplomatiche la forte preoccupazione di fronte alla bozza delle linee guida elaborato dal ministro alla pubblica istruzione, Lucia Azzolina e , al momento, oggetto di confronto nella conferenza Stato-Regioni.

Stiamo parlando delle indicazioni ministeriali per l’atteso rientro nelle aule previsto con il nuovo anno scolastico, in settembre. Il primo giorno di scuola, secondo quanto ha ipotizzato lo stesso ministro , potrebbe essere il 14 settembre. Si sono fatte molte ipotesi in questi mesi sul come organizzare in sicurezza il ritorno alla didattica in presenza, con studenti e insegnanti nelle aule vere e non quelle virtuali delle piattaforme online che hanno caratterizzato l’attività scolastica nel periodo del lockdown e oltre.



Le misure previste: frequenza scolastica con turni differenziati, classi riconfigurate in più gruppi di apprendimento, nonché su delibera degli organi collegiali competenti l’estensione del tempo scuola settimanale alla giornata di sabato, laddove non sia già prevista. L’attività didattica a distanza resterà solo in misura marginale ed esclusivamente le scuole superiori. Nelle bozze non si fa riferimento alle mascherine. L’indirizzo di fondo è il seguente: in base al principio dell’autonomia, le scuola decidano come organizzarsi.



Ma come dovrebbe funzionare il tutto? Questo chiedevano mondo della scuola ed enti locali, che da mesi immaginano scenari possibili per organizzare i trasporti scolastici e la messa a disposizione di spazi per le scuole.

«Più che un riferimento all’autonomia, sembra uno scarico di responsabilità – argomenta Pantiglioni, – Hanno ragione i sindacati, servono risorse, organici e spazi che non abbiamo. È impensabile trovare ambienti adeguati da qui a settembre. Si parla di didattica elastica, ma i presidi devono programmare e decidere da soli? Dal 30 giugno gli insegnanti sono fuori servizio. Certo, possiamo convocare collegi docenti straordinari, ma programmare adesso una rivoluzione negli orari, senza tra l’altro una definizione contrattuale, è impossibile. Le bozze principi, ma mancano scelte precise». 



 

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