«Più fondi per l’istruzione», “Priorità” in piazza a Mantova

Bandite le bandiere di partito. Presenti comunque rappresentanti  di movimenti politici e del sindacato 

MANTOVA. Un no alla scuola della sola didattica a distanza e la richiesta di maggiori fondi. Presidio oggi pomeriggio, 25 giugno, in piazza Martiri dei rappresentanti di “Priorità alla scuola”, comitato che raccoglie genitori, studenti e insegnanti. La nostra città è stata una delle 61 dove sono andate in scena le manifestazioni.

Bandite le bandiere di partito per la manifestazione. Presenti comunque rappresentanti di movimenti politici e del sindacato. Decine, peraltro, sono le associazioni che hanno appoggiato la battaglia del comitato a livello nazionale in questi mesi. La richiesta è la riapertura delle scuole in presenza e in sicurezza, dai nidi alle università, a tempo pieno, «In questo Paese dieci miliardi sono stati destinati all'acquisto degli F35 e uno solo alla scuola - ha spiegato Pierluigi Luisi, insegnante precario e referente provinciale del comitato - Questo fa capire quali siano le priorità di certa politica. Servono risorse straordinarie per uscire da questo momento. E poi assunzioni di insegnanti e personale Ata, visto che si parla di andare verso più classi, più piccole. Per le assunzioni la strada è quella delle graduatorie provinciali. Agli enti locali chiediamo di individuare nuovi spazi. Senza dimenticare gli interventi strutturali necessari da concentrare sulle scuole pubbliche».

Alle proposte si affiancano anche alcuni no.«Siamo contrari alle esternalizzazioni, come il ricorso a cooperative per coprire il tempo scolastico. Sbagliato anche pensare a ore di 40' o a una didattica a distanza strutturale». A mettere ancora di più sul piede di guerra i comitati è stata la bozza del piano scuola 2020-2021 diffusa dal ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina.

«Siamo contrari a delegare ai dirigenti scolastici le decisioni sugli aspetti dell'emergenza, devono valere in tutta Italia le stesse regole. Serve una vera rivoluzione nel mondo della scuola per permettere al Paese di avere un futuro».

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