Un inno e magliette con scritto “Lavoro!”: a Mantova oggi è il giorno dei dipendenti Corneliani

Manifestazione in piazza Sordello alle 18.30: la canzone composta dalle operaie farà da colonna sonora. Il Mise: tavolo di crisi il 15 luglio. I sindacati: è tardi, anticipatelo

MANTOVA. «Col cuore che batte più forte la nostra vita non se ne va, al diavolo non si vende, si contratterà. Con l’anima della gente che non si arrenderà, con l’odio e l’amore, la rabbia nel cuore, lotteremo per ore. La Corneliani è qua, è qua. Noi resteremo qua. E già e già». L’hanno scritta le operaie della Corneliani la canzone che oggi 26 giugno farà da colonna sonora alla manifestazione in piazza Sordello dove i dipendenti della casa di moda arriveranno alle 18.30 alla spicciolata, con mascherine, distanziati, ma soprattutto vestiti tutti uguali: nessun simbolo, nessuna bandiera, solo magliette dello stesso colore con scritto «Lavoro!». E mentre da partiti, associazioni e movimenti continuano ad arrivare adesioni al pomeriggio di protesta, il Ministero dello sviluppo economico risponde alla Camera all’interrogazione del deputato Dara e convoca azienda, sindacati, azionisti e commissario giudiziale per il 15 luglio. Ma Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil chiedono in una lettera di anticipare il tavolo: «Di tempo non ne abbiamo».

Una canzone e 458 magliette: lavoro!


«Lavoro!»: è per questo che oggi manifestano i 458 dipendenti della casa di moda, è per questo che hanno chiesto alla città di essere con loro oggi alle 18.30 in piazza Sordello. Lo ricorderanno con la scritta sulle magliette che indosseranno come nei versi di quella canzone composta sotto il sole di via Panizza, al riparo del gazebo e di qualche spicchio d’ombra, provata al presidio e incisa nottetempo. Versi in cui hanno messo tutta la rabbia, la disillusione che si portano dentro ma anche quella voglia di non arrendersi che si respira in ogni istante al loro presidio. Accompagnati dai segretari dei sindacati di categoria Michele Orezzi (Filctem Cgil), Gianni Ardemagni (Femca Cisl) e Giovanni Pelizzoni, (Uiltec Uil) e quelli generali di Cgil, Cisl e Uil, sul palco che guarderà Palazzo Ducale porteranno lo striscione della manifestazione «Noi siamo la Corneliani», quello delle Rsu e quello ormai sbiadito, ma rimasto sempre ai cancelli, simbolo di una battaglia partita mesi fa e ancora tutta da combattere: «Voglio il mio posto alla Corneliani».

La solidarietà del vescovo

Invitato a partecipare alla manifestazione, il vescovo monsignor Marco Busca non potrà essere presente, ma non ha voluto far mancare la sua solidarietà ai lavoratori e il 25 giugno alle 8.30 a sorpresa si è presentato al presidio. «Ha voluto conoscere la situazione, sapere come la stiamo vivendo» hanno raccontato le Rsu che a quell’ora stavano allestendo gazebo, tavoli e ombrelloni.

Fioccano le adesioni

Dal direttivo della Filctem Cgil di Brescia hanno mandato una foto di gruppo con in mano il cartello “Noi siamo la Corneliani”. Da “Non una di meno” hanno scritto che «abbiamo deciso di aderire e abbracciare il presidio» delle lavoratrici Corneliani. In città La Lista Gialla ha annullato un evento per essere alla manifestazione e i capigruppo della maggioranza in consiglio comunale (Pd, Lista Gialla, Sinistra Italiana, Comunità e territori) hanno fatto sapere che ci saranno per portare il loro abbraccio e la loro solidarietà: «Siamo al fianco dei sindacati e insieme al nostro sindaco perché questa crisi veda finalmente una soluzione». Anche la Federazione Pd di Mantova sarà alla manifestazione «al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori e faremo di tutto perché il governo offra loro una prospettiva». Così come ci sarà la consigliera regionale del partito Democratico Antonella Forattini.

Il ministero: tavolo il 15 luglio

È arrivata il 25 giugno la convocazione del tavolo di crisi al Mise per il 15 luglio. I sindacati, che lo avevano sollecitato ancora mercoledì, hanno risposto chiedendo in una lettera in anticiparlo viste «le criticità in essere – hanno scritto Filctem, Femca e Uiltec – a partire dal blocco delle produzioni in un momento delicato per la consegna delle collezioni». Ribadendo la richiesta della presenza degli azionisti. Intanto nel rispondere all’interrogazione di Dara, il ministero alla Camera ha assicurato l’attenzione al caso sottolineando però che «la ricerca di una soluzione a livello regionale sarebbe auspicabile». Un tavolo a Milano potrebbe essere convocato già nelle prossime ore.


 

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